Troppe consulenze e violazione degli obblighi della trasparenza sulla gestione del personale della Regione Molise, sovracompensazioni nel pagamento ad alcune aziende del trasporto pubblico locale che fa il paio con i mancati pagamenti per le integrazioni salariali da parte della Regione a favore del personale che lavora nei trasporti pubblici. Ed ancora: sottostima del fondo perdite per quanto riguarda le società partecipate, l’affidamento dei servizi informatici a ditte esterne alla Regione.

Se è vero che le opposizioni in Consiglio regionale sono sempre più propense a tendere la mano al governo Toma e non si occupano mai di questioni che sono sotto gli occhi di tutti, basterebbe leggere qualche delibera o qualche determina per capire come stanno le cose, a suonare la sveglia a tutti ci pensa la Sezione di Controllo della Corte dei Conti.

Tre i settori nelle mani del binomio che in questi anni ha guidato la Regione Molise: Toma e Pallante.

A loro sono assegnate le deleghe che la Corte dei Conti ha bocciato, anche in maniera piuttosto sonora.

Se al governatore Toma, che guida il settore delle partecipate, sono stati fatti rilievi piuttosto pesanti, un carico non minore è quello che pesa sulle spalle dell’assessore al personale e al trasporto pubblico locale Quintino Pallante.

La Sezione Regionale di Controllo nell’adunanza dello scorso 3 novembre non ha potuto non mettere in rilievo che nel settore delle partecipate c’è stata una violazione delle norme sulla trasparenza da parte delle partecipate e degli enti strumentali della stessa Regione. Una nota stonata che si va a sommare con almeno altre sei punti negativi nel settore come la mancata tempestiva definizione della revisione delle partecipazioni, il controllo informativo-contabili della Regione Molise verso le sue partecipate o strumentali, l’inattendibilità e la sottostima del Fondo perdite OO.PP, dubbi di legittimità della fusione per incorporazione nel comparto montagna rispetto al divieto di “soccorso finanziario e, aspetto interessante su cui le opposizioni di Pd e 5stelle tacciono fingendo di non vedere e non sentire nonostante “ l’incongrua gestione degli affidamenti informatici a soggetti esterni” dove a vantarsi della gestione ci pensa il consigliere delegato dell’Alto Molise.

Va peggio però a Quintino Pallante. Trasporti e Personale finiscono sotto la lente d’ingrandimento per una serie numerevole di criticità.

 

1) non chiara individuabilità delle risorse regionali destinate ai servizi TPL in capitoli di entrata aventi specifica destinazione;

2) irregolarità contabili in merito agli accertamenti relativi al “Fondo nazionale mancati ricavi e servizi aggiuntivi”;

3) ritardi nell’attuazione delle procedure ad evidenza pubblica con riferimento all’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale su gomma;

4) perdurante assenza di verifiche sui bilanci delle imprese affidatarie dei servizi di trasporto pubblico locale, al fine di appurare la corresponsione di eventuali sovracompensazioni;

5) mancata adozione delle linee guida in materia di separazione contabile per i contratti di servizio di trasporto pubblico locale;

6) intempestività e parzialità dei pagamenti dei corrispettivi per i servizi svolti ai relativi gestori;

7) prosecuzione della gestione dei servizi aggiuntivi in assenza di un valido titolo di affidamento;

8) mancati pagamenti per integrazioni salariali a titolo di contributi CCNL e di compensazioni per l’espletamento di servizi aggiuntivi;

9) irregolarità contabili nell’espletamento delle procedure di riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio.

Altra nota dolente è quella sul personale della Regione sempre in quota Pallante Quintino dove i rilievi sono così sintetizzati:

 

1) mancata implementazione di adeguati sistemi di rotazione degli incarichi assegnati al personale;

 

2) mancata specificazione analitica di consistenza e dinamica della spesa per il personale dipendente;

3) carente operatività del sistema valutativo del personale e violazione dei relativi obblighi di trasparenza;

4) mancata costituzione del Fondo straordinario, istituito per la prima volta nell’esercizio 2022;

5) mancata rituale ed analitica dimostrazione del rispetto del limite di cui all’articolo 1, comma 557-quater legge n. 296/2006;

6) mancata rituale dimostrazione del rispetto del divieto normativo di cui all’articolo 7, comma 5bis, decreto legislativo n. 165/2001;

7) inattendibilità e disallineamenti delle spese complessive per co.co.co. e, più in generale, per il personale;

8) mancata rappresentazione della dimensione quantitativa e giuscontabile del ricorso ad incarichi di consulenza e per pubbliche relazioni, convegni e rappresentanza.

 

Insomma, mentre i consiglieri di Pd e Movimento 5stelle continuano a concentrare i loro sforzi per fare in modo che questa legislatura arrivi fino alla fine del mandato elettorale utilizzando tutti gli escamotage possibili, la Corte dei Conti mette il dito nella piaga di questo governo regionale. Argomenti di cui dovrebbe e potrebbe occuparsi anche l’opposizione.

Così, tra incapacità politica di chi guida la regionale e incompetenza politica di chi dovrebbe fare opposizione, ecco che il Molise sprofonda.

 

 

 

 

 

Articolo precedenteI venafrani hanno riserve sulla pubblica illuminazione cittadina
Articolo successivoMeteo: previsioni del tempo per il giorno 24/11/2022