Rinnoviamo l’appello alla mobilitazione per il voto contrario alla proposta del bilancio provinciale di Isernia in discussione nei prossimi giorni: in esso si ripropone la scelta di privatizzare il servizio viabilità e neve, anziché prevedere la stabilizzazione degli ex operai cantonieri precari. E’ assurdo che uno dei due servizi fondamentali della provincia (peraltro prevalente) non abbia le unità lavorative per svolgerlo!

Invero anche le precedenti amministrazioni non si sono curate di preparare questa stabilizzazione, perché come è noto il precariato è una fonte di ricatto dei lavoratori: sicché questi operai part time dopo tanti anni di servizio svolto con grande efficienza e dedizione sotto le intemperie più ardue, con salari da fame, sono stati “licenziati” ex abrupto dal marzo 2016. Basta vedere come in questi tre anni di privatizzazioni sia notevolmente peggiorato il servizio, a fronte di enormi esborsi per i vari appalti, dalla carenza di cura ordinaria della viabilità (cunette, segnaletica, sfalcio ecc.) e della sua sicurezza, sino alla minima neve che manda in tilt l’intera provincia.

E’ ora di cambiare rotta. A fronte dell’ostinazione dei partiti antioperai che gestiscono la provincia, i quali rappresentano solo gli interessi dei padroni interessati alle privatizzazioni, abbiamo già dimostrato in tutte le salse e con dati alla mano che questa stabilizzazione è possibile, attuando ad oggi l’art.20 del D.Lgs 75/2017: i parametri giuridici e finanziari della Provincia di Isernia stabiliti da questa norma, in deroga e ordinari, consentono i margini assunzionali per le circa 30 unità part time aventi diritto.

Mentre per la copertura basta solo il tre per cento delle entrate correnti dell’attuale bilancio provinciale (393 mila euro su 14 milioni di euro), tanto più sapendo che i fondi vincolati a tale servizio fondamentale e principale se ne vanno per la privatizzazione più costosa e meno efficiente. A tal fine, su mandato del comitato operaio, abbiamo messo da tempo a disposizione dei sindaci e dei consiglieri provinciali, tutti i dati tecnici e finanziari che smentiscono in toto le infondate affermazioni dei gestori della Provincia, che nella loro ultima nota di diniego hanno sostenuto che dalla suddetta stabilizzazione “sarebbero escluse le province”: un’assurdità smentita dall’ art.20 comma 3 D. Lgs 75/2017 e persino dalla U.P.I. che ha, appunto, predisposto anche gli appositi schemi di delibera nel senso da noi proposto.

Contro questa folle negazione della stabilizzazione la lotta deve perciò continuare ad oltranza: per il diritto al lavoro e per dare alla collettività un servizio pubblico di manutenzione stradale e piano neve di qualità ed efficiente, gestito sotto il controllo sociale e dei lavoratori. Intanto, come deciso dal Comitato Operaio, nei prossimi giorni cercheremo di far portare di nuovo tale questione centrale nella seduta sul bilancio, attraverso tutti quei sindaci e quei consiglieri che vorranno recepirla, ponendo di nuovo di fronte alle loro responsabilità sia quelli che vorranno ostinarsi a negarla sia quelli che continueranno a lavarsene le mani.