Sollecitazione unanime per  la ripresa degli scavi ed intanto precisa richiesta di approntare strutture in legno nell’ampio Teatro di S. Aniello per tenervi spettacoli ed appuntamenti culturali finalmente utilizzando, vista anche la carenza strutturale della città

 

 

Numerose decine di partecipanti e diffuso interesse per la “Passeggiata nella Venafro Romana”, promossa dal movimento ”I Venafrani per Venafro” perché tanti sapessero della ricchezza storico/archeologica cittadina ed entrassero finalmente nello storico Teatro Romano di Venafro, continuativamente chiuso ed aperto per la circostanza grazie alla disponibilità della Soprintendenza Regionale alle Belle Arti e dei volontari, consentendo così ad adulti e studenti delle superiori della città di accedervi -molti per la prima volta !- apprezzandone ampiezza, storia e caratteristiche. Ne è venuto fuori un pomeriggio indubbiamente interessante in tema di storia, cultura ed archeologia, mercé l’apporto storico/illustrativo della prof.ssa Fabrizia D’Urbano che ha condotto l’intera passeggiata conoscitiva nella periferia ovest della città, là dove cioè sorge la Venafro di epoca romana. Questa purtroppo è in gran parte ancora da scoprire e solo parzialmente è stata portata alla luce, risultando scavi e studi fermi da decenni, dal che appunto l’idea della passeggiata per smuovere una volta per tutte il disimpegno istituzionale purtroppo persistente. Nella circostanza di tale interessante Passeggiata si è potuta ammirare l’ampiezza strutturale e conoscere l’importanza storica del Teatro Romano di Venafro, tra i più imponenti delle province dell’antica Roma e capace di ospitare migliaia di spettatori. Tanto però è ancora da portare alla luce, ma intanto -è stato asserito dai venafrani- sarebbe opportuno l’utilizzo dell’accogliente sito pedemontano dell’ovest cittadino allestendovi all’interno strutture in legno per tenervi spettacoli e promuovere cultura, vista la carenza cittadina in tema di complessi da destinare a tali finalità. Approfondimenti perciò quanto mai probanti da parte della D’Urbano, confortati dagli apporti contributivi di idee di tanti venafrani presenti, tra cui i proff  Alba Galardi e Mario Giannini, il giornalista Tonino Atella e l’arch. Franco Valente, concordi a che finalmente si utilizzino le preziose testimonianze venafrane del passato per la migliore crescita delle nuove generazioni. Dal Teatro ci si è poi spostati in Via Pretorio per dire della storia del posto ed al “Campetto di Don Sante” nelle vicinanze della Cattedrale per approfondire quanto venuto alla luce nel corso dei decenni trascorsi, sempre di epoca romana, come ambienti domestici, bagni ed altro ancora. A seguire, analoga disamina dei reperti rinvenuti poco distanti nel corso degli scavi per la captazione delle acque sorgive venafrane, analogamente interrotti e non più ripresi, ed accenno -seppure di epoca storica diversa- al rinvenimento nella vicina località Chiaione dei famosi Scacchi di Venafro (IX sec e i più antichi d’Europa !), undici pezzi di osso di animale adulto quale corredo funerario della tomba di un guerriero ed oggi esposti nel Museo di S. Chiara sempre a Venafro . Cosa emerso, in definitiva, da tale ricca ed assolutamente interessante Passeggiata nella Venafro Romana ? Di certo la richiesta unanime dei venafrani a che il ricco patrimonio storico/archeologico ancora nel sottosuolo venga una buona volta portato alla luce con la ripresa di scavi finalmente completi e conclusivi, così da fornire alle generazioni del terzo millennio le occasioni migliori per crescere nella consapevolezza delle ricche testimonianze dei secoli trascorsi.

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