Commosso lo stesso celebrante Don Gian Luigi Petti e presenti alti ufficiali dell’Arma, letta la Preghiera del Carabiniere prima dell’accorato intervento di un capria tese

Tanta partecipazione popolare, piazza principale di Capriati al Volturno -luogo nativo del militare- dove si sono svolti i funerali gremita di gente e tanta commozione da parte di tutti, a partire dallo stesso celebrante Don Gian Luigi Petti, già Parroco del luogo ed oggi a Venafro, che a stento ha trattenuto lacrime ed emozione ricordando il giovane Vincenzo Testa, il Carabiniere deceduto la settimana scorsa a seguito del tragico incidente stradale sulla diramazione della statale 6 Casilina in territorio di Venafro, mentre rientrava dalla Capitale dove prestava servizio. “Ragazzo semplice, gentile, disponibile e a modo -uno dei passaggi dell’omelia di Don Petti- che ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine. Di lui resta a noi la correttezza sociale ed umana. Lo raccomandiamo al Signore perché lo abbia in gloria ed a Vincenzo chiediamo di guidarci nel nostro percorso terreno”. Quindi il toccante riferimento a madre, sorella, fratello, cognato e fidanzata perché lo conservino nei loro affetti. E in piazza, con sei Carabinieri quali guardie d‘onore ai lati dei resti del defunto che poco prima avevano portato a spalla, ufficiali dell’Arma, sottufficiali, militari semplici della Benemerita e tantissima gente di Capriati al Volturno e dei Comuni limitrofi a significare il rispetto e l’affetto verso Vincenzo Testa. In chiusura di esequie, e prima che il corteo popolare accompagnasse sin giù al paese il feretro del militare di nuovo portato a spalla da suoi commilitoni per essere tumulato nel Cimitero comunale, toccanti la Preghiera del Carabiniere letta da un graduato dell’Arma e l’intervento conclusivo di un capriatese che con accorate parole ha ricordato la ricchezza d’animo di Vincenzo Testa, il suo profondo senso sociale e l’attaccamento ai valori della Patria attraverso l’appartenenza alla Benemerita, la sua “seconda famiglia”.

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