di Christian Ciarlante

I mezzi delle Poste perdono il pelo ma non il vizio. Non è la prima volta che vengono colti in fallo e, chi abita in via Berta, ricorda bene cosa accadeva alle spalle dell’ufficio postale. Oppure, ricordiamoci le colonne di macchine lasciate in sosta lungo i parcheggi di Corso Garibaldi.

E oggi, con grande nonchalance, le vetture aziendali vengono parcheggiate nelle strisce bianche mentre il clima nel capoluogo pentro è a dir poco incandescente, proprio a causa dell’entrata in vigore dei nuovi parcheggi a pagamento. Non sappiamo se a decidere dove posteggiare i mezzi siano i dipendenti o l’azienda, sta di fatto che occupare i posti liberi non è una scelta saggia in questo particolare frangente.

Oltretutto, una S.p.A. come Poste Italiane, puo’ permettersi senza alcun problema di pagare per il proprio parco auto, invece di creare ulteriori disagi ai cittadini. Certe furbizie vengono mal digerite da chi gira senza sosta per trovare un posto libero. Sappiamo tutti che ad Isernia parcheggiare l’auto è impresa ardua, figuriamoci ora, caos totale! E quando riapriranno le scuole cosa accadrà?

Nel 2010, l’ex Consigliere comunale Angelaccio presentò un’interrogazione sul problema all’allora sindaco Melogli. “Ho verificato personalmente – spiegava nove anni fa – che i mezzi postali sono aumentati in numero e dimensione.

Utilizzano sia i loro parcheggi che quelli pubblici. Dunque è evidente un chiaro abuso da parte delle Poste e del personale che fa uso dei mezzi di servizio. Abuso doppio, se si pensa che lo stesso personale occupa poi ulteriore spazio pubblico con i propri mezzi privati”.

Dopo nove anni non è cambiato nulla, anzi, la situazione sembra essere peggiorata, ma come sempre chi di dovere preferisce far finta di nulla. Attenzione però, perché abusare della pazienza degli isernini, alla lunga, potrebbe diventare pericoloso.