di Redazione

Da una parte il buio della paura, l’emarginazione, le risatine di scherno, le disparità di trattamento. Dall’altra, la luce della libertà, l’uguaglianza, i pari diritti. Quella di oggi è una data importante: la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ci ricorda anni di battaglie e conquiste, in tema di diritti umani, ma anche secoli di trattamenti umilianti per tante, troppe persone che nonostante tutto vivono ancora sulla propria pelle il dramma dell’omo-transfobia, oltre alla becera propaganda di alcune forze politiche che si oppongono all’introduzione di leggi di civiltà già vigenti in tutto il mondo occidentale.
Parliamo di forze politiche che sono al governo in Italia e che oggi si candidano al Parlamento europeo, lo stesso Parlamento che invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui l’omo-transfobia si manifesta.
Per questo siamo convinti che sia importante dare un segnale politico forte, anche qui in Molise, contro gli episodi omofobici, contro gli attacchi personali che vanno dall’insulto all’aggressione fisica, contro il vandalismo nei confronti delle associazioni LGBTQIA+, contro le minacce e ogni tipo di violenza.
Un tema che ci riguarda tutti da vicino, che non riguarda solo le persone omosessuali, transessuali o transgender, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società. Perché le difficoltà, spesso, iniziano sin dalla scuola e proseguono fino ai luoghi di lavoro. Luoghi dove non sempre si è adeguatamente preparati ad affrontare l’argomento.
Perciò è importante che quel segnale arrivi forte e chiaro, in primis dalle istituzioni. Un tema su cui, con una mozione in Consiglio regionale, chiediamo un impegno deciso al presidente Francesco Roberti e alla Giunta. Un impegno a mettere in pratica politiche culturali, educative e sociali, così da includerle nella programmazione e nel ventaglio della proposta culturale permettendo l’incontro tra le differenze. A promuovere, attraverso le politiche giovanili, culturali, socio educative azioni di contrasto al bullismo, anche omofobico, e attivando percorsi di formazione e informazione per il personale scolastico, per i genitori e tutti le persone coinvolte, al fine di contrastare il fenomeno.
Ma non solo: bisogna promuovere un programma di politiche di pari opportunità per la prevenzione, il contrasto e il superamento delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Si può fare, ad esempio, attivando un punto di ascolto per le persone vittime di violenza e discriminazione in sinergia con Enti, associazioni ed esperti del settore, affinché ci sia un luogo, anche virtuale, in cui avere sostegno, informazioni e aiuto.
E, non da ultimo, bisogna promuovere l’adesione della Regione Molise alla “Rete Nazionale delle Pubbliche amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, uno spazio non ideologico di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei diritti della comunità LGBTQIA+.  Su questi temi saremo sempre al fianco di chi lotta contro ogni tipo di discriminazione, senza equivoci ed ambiguità politiche. E forse è il caso di sottolinearlo: non tutti possono dire altrettanto. Altrimenti, nel 2024, non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne.–

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