di Christian Ciarlante

Non si placano le polemiche sulle strisce blu a Isernia. Dopo un periodo di calma apparente, in Consiglio comunale si è tornati a discutere sulla scottante questione che ha riacceso gli animi di tutti. L’opposizione è tornata all’attacco del sindaco d’Apollonio e i cittadini sono nuovamente sul piede di guerra.

L’amministrazione comunale è accusata di voler fare cassa sulle spalle degli isernini con un nuovo balzello sui parcheggi. Inoltre, si contesta la disposizione logistica degli stalli nonché il numero abnorme degli stessi. Una cittadina di circa 20mila abitanti si ritroverebbe con con più di 800 parcheggi a pagamento e con tariffe che vengo giudicate troppo elevate per la sosta.

Nonostante sia stata prefigurata la possibilità di sottoscrivere degli abbonamenti per risparmiare sui costi, ai più, questa scelta del Comune appare decisamente inopportuna e indigesta. Diciamoci la verità, questa vicenda è iniziata male e rischia di finire peggio. Una gestione alla ‘carlona’ del bando di gara, da parte di qualcuno, ha fatto sì che le soste blu fossero 150 in più rispetto alla delibera consiliare.

Al momento dagli atti non sarebbe possibile comprendere le ragioni dell’aumento degli stalli. Si è trattato di un mero errore di trascrizione o c’è dell’altro? Prima o poi conosceremo la verità e il responsabile o i responsabili dovranno risponderne nelle sedi opportune. Che figura barbina!

Tutta la discussione è incentrata solo sulla ‘tassa blu’ da pagare, dimenticando che, l’accordo stipulato con la società che si è aggiudicata la gestione dei parcheggi, prevede anche la risoluzione di altre problematiche quali: la Ztl nel centro storico, il Bike Sharing, il Terminal Bus, il completamento del parcheggio Auditorium, la riapertura del parcheggio della provincia e l’assunzione di disoccupati per ricoprire il ruolo di ausiliari del traffico. Non si può non tenerne conto.

Si tratta di questioni rimaste in sospeso che vanno risolte una volta per tutte. Il Codice della Strada prevede che i Comuni possano istituire delle zone di parcheggio a pagamento, delimitate dalle strisce blu, in determinate aree della città. Va ribadito, però, che i Comuni devono garantire parcheggi liberi e scegliere le aree a pagamento con criterio. Le strisce blu davanti a Palazzo ‘Jadopi’ sono una scempio incommentabile. Purtroppo in prima battuta, la confusione e un pò di dilettantismo, hanno creato un mezzo disastro mandando su tutte le furie la cittadinanza, a ragion veduta.

Sui parcheggi a pagamento si può essere favorevoli o contrari, ognuno è libero di pensarla come meglio crede, ma sarebbe ora di finirla con questo teatrino stucchevole. In tutte le città italiane esistono i parcheggi a pagamento, perché a Isernia non dovrebbero esserci? Se le cose fossero fatte in maniera corretta, con criterio e con tariffe eque, forse, sarebbe più semplice da accettare. Annullare il bando comporterebbe il pagamento di penali e l’apertura di un contenzioso dagli esisti quanto meno disastrosi. In ogni caso sarebbe sempre il cittadino a pagarne le conseguenze.

Le tariffe servono a garantire una rotazione dei posti disponibili. Se sto pagando, utilizzo quel posto solo per il tempo indispensabile che mi occorre, poi lascio il posto libero in modo che possa usarlo qualcun altro. Così lo stesso stallo serve, nell’arco della stessa giornata, più cittadini, non uno solo che se lo prende e non lo lascia più.

Agli estremisti del parcheggio libero, va ricordato che esiste la cosiddetta “sosta di cortesia”, ovvero i dieci minuti di tolleranza concessi gratuitamente per svolgere brevi faccende. Se i parcometri sono abilitati c’è la possibilità di richiedere l’emissione di un ticket apposito. Basterebbe inserire la targa del proprio veicolo ed esporlo sul cruscotto. Chiaramente, superato il tempo limite, si dovrà pagare la tariffa stabilità.

Certo è che il problema va risolto, in una maniera o nell’altra. Se si riuscisse a trovare una soluzione salomonica che mettesse tutti d’accordo sarebbe meglio, ma al momento non sembrano esserci le condizioni per redimere la questione con un con un pizzico di buon senso.