di T.A.

TOLTI CAMPOBASSO, TERMOLI E ISERNIA, ALTROVE “IL PIATTO PIANGE”

La grande distribuzione ? Ossia la presenza di marche e di nomi importanti e di spicco di merce e generi diversi nei maggiori centri del Molise ? E’ fenomeno economico/commerciale diffuso altrove nella Penisola, ma non dappertutto nella nostra regione. Certamente della cosiddetta grande distribuzione ce n’è tanta a Campobasso, altrettanto a Termoli e sulla stessa lunghezza d’onda è la situazione di Isernia. L’offerta invece comincia a scendere nelle altre città molisane, vuoi forse per i numeri ridotti delle popolazioni residenti che inducono i grandi marchi a dirottare altrove i propri investimenti e vuoi forse per precise scelte locali. Di tanto si può dire, ad esempio, per Venafro, Boiano, Agnone, Larino ect., i  centri che seguono a ruota in quanto a popolazione le tre città citate in precedenza. Ossia potenziali clienti/acquirenti numericamente ridotti e conseguentemente dirottati altrove indirizzi e scelte commerciali ed imprenditoriali della grande distribuzione, alias dei nomi importanti nel settore in tema. Per entrare in maniera specifica nell’argomento, si prenda il caso d Venafro. E’ la quarta città del Molise per popolazione ed é collocata geograficamente a confine con Alto Casertano e Bassa Ciociaria, ossia in invitante posizione interregionale sotto l’aspetto economico/commerciale. Nonostante ciò la città è ferma alle origini in fatto di grande distribuzione. Un solo grande marchio a Venafro, oltretutto gradito alle popolazioni del territorio in questione vista la costante affluenza. Ma da anni nessun altro ! Tutto fermo ! Trattasi di precisa scelta del resto della grande distribuzione a non approdare a Venafro o quali altri i motivi a tener lontano tutta la consistente fetta  del settore dall’area dell’estremo Molise occidentale ? O saranno forse le contenute risorse economiche dei residenti  a Venafro e dintorni a sconsigliare atterraggi ulteriori economico/commerciali  in zona, una volta fatti … i conti in tasca a quanti vi vivono ? O continuano a subentrare e a dettar legge nel discorso ulteriori motivazioni che sfuggono ? Così come non si può escludere che possano incidere negativamente in materia di autorizzazioni e permessi gli strumenti urbanistici operativi nelle aree territoriali in argomento. Sarà per qualcuno dei predetti motivi, sarà per altro, certo è che la grande distribuzione a Venafro è ferma al palo, ossia è ferma alle origini, mentre le popolazioni residenti gradirebbero di certo l’ampliamento dell’offerta  per un discorso qualitativo, quantitativo ed economico, aspetti questi certamente contenuti in un’offerta commerciale più ampia, maggiormente variegata e nel contempo più competitiva. Per dirla tutta, il potenziale acquirente, la donna di casa e gli stessi giovani vedrebbero di buon occhio l’ampliamento dell’offerta commerciale a Venafro attraverso l’allargamento della grande distribuzione in loco. Siffatto riscontro però continua a non aversi. Ed è la riprova, fermo restando tant’altre possibili e plausibili considerazioni, che l’economia nel Venafrano continui purtroppo a “battere il passo”, incidendo considerevolmente nella vita di tutti i giorni. 

Articolo precedentePROVE IN CORSO DE “LA FOLLIA”, STORICA MASCHERATA VENAFRANA, ALL’EX TAVERNA AL RIONE MERCATO NEL CENTRO STORICO
Articolo successivoIN PRESENTAZIONE L’HALF MARATHON DEL 4 FEBBRAIO A VENAFRO