Una nuova chiesa ecosostenibile nella zona della Marina “Costa Verde” di Montenero di Bisaccia grazie ai fondi dell’Otto per mille destinati alla Chiesa Cattolica.

La Diocesi di Termoli-Larino, tramite la comunità pastorale “San Paolo e San Matteo apostolo” di Montenero, ha avviato i lavori per la costruzione dell’edificio di culto “Mater Misericordiae” a ridosso dell’area meta di migliaia di turisti e villeggianti che conta anche un numero significativo di residenti nel corso dell’anno in un sito vicino anche al porto turistico. In questa Chiesa sono previste anche opere artistiche, sempre finanziate dall’otto per mille per circa 135mila euro.

L’intervento, finanziato con 2.052.992 euro è parte del progetto complessivo destinato alla Comunità Pastorale di Montenero che comprende anche un altro lotto, avviato da poco, relativo alla costruzione della casa canonica e dei locali per le attività pastorali nella Chiesa di San Paolo Apostolo, per un importo di 1.551.446 euro. I lavori dovranno essere completati entro 400 giorni.

In particolare, il progetto della chiesa “Mater Misericordiae” punta sulla sostenibilità ambientale grazie a soluzioni tecniche innovative e all’impiego di materiali speciali che consentono anche il recupero dell’energia: i tecnici hanno cercato di porre attenzione ai materiali, al risparmio energetico, all’utilizzo di fonti energetiche alternative, in modo rispettoso del creato.

Prendendo spunto oltre che da una sensibilità professionale anche dalla ricerca di quella “conversione ecologica” auspicata già da Giovanni Paolo II e ribadita da Benedetto XVI, propugnatore di una “ecologia umana” a fianco di quella naturale, perché “ogni atteggiamento irrispettoso verso l’ambiente reca danni alla convivenza umana, e viceversa” in un “nesso inscindibile tra la pace con il creato e la pace tra gli uomini».

E ancora da quanto osservato da Papa Francesco in un appello “per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura dell’ambiente”. Motivi per i quali è stato tenuto conto dell’orientamento e dell’esposizione solare degli edifici, dell’equilibrio con l’ambiente circostante, della possibilità di reimpiegare l’acqua piovana, dell’uso di caratteristiche costruttive corrette e di materiali idonei non pericolosi per la salute.

“Il progetto della chiesa Mater Misericordiae – spiega il vescovo, Gianfranco De Luca – è segno e rinnovato motivo di presenza della Chiesa locale sul territorio e si propone di rispondere a un bisogno di ascolto, incontro e spiritualità in un’area che, durante l’estate, si riempie di tante persone che trascorrono le vacanze alla Marina cercando ristoro dalle fatiche quotidiane ma anche considerando una zona in espansione residenziale.

Una chiesa al centro di questi luoghi di quotidianità rappresenterà un punto di riferimento per la vita spirituale e pastorale offrendo un’opportunità per riscoprire la propria fede e il senso del servizio. Un progetto che racchiude anche un messaggio di apertura al territorio e di cura del Creato nel pieno rispetto dell’ambiente e della sostenibilità accogliendo il recente appello di Papa Francesco e le indicazioni dei suoi predecessori.

A Maria, Madre di Misericordia, affidiamo questo percorso che porterà presto all’apertura di uno spazio frutto della sensibilità, della vicinanza e della generosità di tutti coloro che hanno creduto nell’otto per mille destinando il loro contributo alla Chiesa cattolica”.

PER APPROFONDIRE: LA SCHEDA DEI MATERIALI E DELLE TECNICHE INNOVATIVE UTILIZZATI NEL PROGETTO

Per quanto riguarda le superfici opache verticali sono stati utilizzati come materiali principali il legno e la calce canapa. Due materiali altamente naturali che hanno un connubio che si perde nel tempo. Un’innovazione eco-sostenibile, italiana al 100%, per rendere gli edifici energeticamente più efficienti, sani, confortevoli.

Quindi questo darà la possibilità durante la stagione calda di avere attenuazione delle oscillazioni della temperatura rispetto a quelle della temperatura dell’ambiente esterno e una notevole riduzione della richiesta energetica per il raffrescamento grazie allo spostamento del picco termico nelle ore notturne. Mentre per la stagione fredda il calore proveniente dalla radiazione solare, infatti, viene accumulato durante il giorno e rilasciato durante le fredde ore notturne. Inoltre, il basso valore di trasmittanza termica farà in modo di non disperdere il calore accumulato o che si produrrà con l’impianto di riscaldamento. La stessa cosa vale per la copertura in quanto è realizzata nello stesso modo. Cioè un pacchetto di calce canapa chiuso dentro strutture in legno.

Per quanto riguarda l’orientamento e la radiazione solare la Chiesa è stata posizionata in modo tale che le facciate e le coperture che guardano a nord sono più minimali e hanno minori possibilità che il vento e la pioggia possano influire il comfort interno. Essendo in un clima temperato e avendo dato l’orientamento dell’asse principale secondo la direzione est-ovest, ovvero con la disposizione delle facciate principali a sud e a nord ci siamo preoccupati di schermare adeguatamente le componenti trasparenti a sud di modo che la radiazione solare possa penetrare in inverno ed essere ostacolata in estate, come buona prassi per l’ottimizzazione dei guadagni termici solari.

Questo è stato pensato sia con l’inserimento di brise-soleil su alcune superfici vetrate ma soprattutto con la futura piantumazione di alberi caducifoglie che quindi ci regalano una copertura naturale all’irraggiamento estivo mentre con la caduta delle foglie lasciano passare nella stagione invernale il calore e soprattutto la luce. È stato previsto, sempre per massimizzare l’apporto naturale a discapito di quello artificiale di creare dei tunnel solari affinché la luce del sole possa trasformare una stanza buia in una ben illuminata. Soprattutto con una sensazione di benessere in quanto la luce è naturale.

Inoltre, per aiutare il movimento dell’aria, soprattutto di quella calda, verranno inseriti dei canali con aperture sia verso il pavimento che sul soffitto in modo da ottenere l’effetto camino. In questo modo l’aria calda salirà naturalmente e uscirà dalle aperture in alto mentre l’aria fredda entrerà attraverso le aperture alla base. Per quanto riguarda il riscaldamento/raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria si è utilizzato un unico vettore energetico: l’energia elettrica. Questo per due motivi. Il primo è che tramite l’installazione di un impianto fotovoltaico da 20 kWp si cercherà di sfruttare al massimo la produzione in-loco per soddisfare i bisogni energetici richiesti. Il secondo per una visione ambientale attenta e sensibile a non aumentare la produzione di anidride carbonica e di gas climalteranti.

L’acqua calda sanitaria sarò prodotta tramite un accumulatore a pompa di calore coadiuvato da un collettore solare termico. Una parte delle acque meteoriche verranno convogliate in una cisterna collegata all’impianto di recupero. La raccolta, il trattamento e la successiva utilizzazione per l’alimentazione degli scarichi sanitari e/o delle lavatrici, nonché per l’irrigazione delle aree a verde circostanti all’edificio, fanno parte delle politiche di “risparmio” ambientale con cui è stato identificato questo progetto.