D'Itri

È evidente che viviamo un momento di crisi profonda, le cause sono innumerevoli ma il filo conduttore potrebbe essere il susseguirsi nel tempo di scelte sbagliate, nel settore agricolo e di allevamento in modo particolare. L’esigenza di far sentire la voce di chi opera in questo settore è il motivo principale che ci ha spinto a formare il comitato “Allevatori e Agricoltori del Territorio”. Troppo spesso abbiamo delegato questa “voce” e troppo spesso la stessa non è stata ascoltata da chi ci doveva rappresentare. I grandi problemi del nostro settore, che ci portiamo avanti da anni, oggi vengono aggravati dalla crisi mondiale che stiamo vivendo che, allo stesso tempo, ha sottolineato l’importanza del settore agricolo senza il quale l’economia del nostro Paese non regge. Ci siamo posti come obbiettivo la partecipazione attiva e fattiva a tutto ciò che è allevamento e agricoltura, con proposte che vengono direttamente dal territorio e da chi effettivamente opera nel settore. Le problematiche sono innumerevoli, si va dalla gestione dei pascoli al caro carburante alla gestione sanitaria dei nostri allevamenti al costo di tutte le materie prime ecc…. Tutti temi attuali che hanno bisogno di programmazione e per i quali proporremo le nostre soluzioni a chiunque le vorrà ascoltare e in ogni modo di cui saremo capaci. Essendo noi gente del fare, vorremmo partire dal problema più attuale che è quello dell’invasione dei cinghiali che aggrava ulteriormente i problemi legati al costo delle materie prime e alla produttività dei terreni. A tal proposito, condividiamo, in parte, la proposta presentata a Roma dall’assessore Cavaliere che pone come rimedio a questo gravoso problema l’abbattimento dei cinghiali con braccate organizzate. Chiediamo, pertanto, un intervento d’emergenza immediato in deroga alla L. 157/92 che regolamenta la caccia e che stabilisce il prelievo dei cinghiali in un periodo massimo di tre mesi l’anno. Appare, infatti, evidente che all’atto in cui è stata emanata la legge, nel 1992, la presenza dei cinghiali non era così numerosa e dannosa. Essendo i cinghiali la causa della distruzione dei raccolti cerealicoli, in una percentuale molto alta, reiteriamo la suddetta proposta di abbattimento e si chiediamo, soprattutto, una risposta nell’immediato, evidenziando che ci troviamo in un punto di non ritorno e moltissime imprese saranno costrette a chiudere per sempre a causa di questo problema. Ribadendo il senso del comitato che è quello di raggiungere l’obiettivo confrontandosi con tutte le parti in causa, chiediamo unità d’intenti e si invitiamo tutti gli agricoltori e gli allevatori a prendere coscienza del fatto che uniti possiamo fare molto per risollevare le sorti del nostro settore, troppo spesso sfruttato esclusivamente per cavalcare l’onda dell’ideale auspicato ritorno all’agricoltura. Sappiamo bene, purtroppo, che alle belle parole non sempre sono susseguiti i fatti.

Ditri Antonio portavoce del comitato.

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