Diverse buone notizie vengono dal recente incontro tra l’assessore regionale del Molise, Vincenzo Niro, e il Direttore di Trenitalia e proprio oggi l’apertura del cantiere per l’elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola-Isernia-Campobasso.

Naturalmente non assumiamo il ruolo di popolo plaudente, dovremo conoscere meglio, verificare, stimolare fino alla realizzazione degli impegni, ma l’esercizio di questo ruolo non ci impedisce di cogliere la positività degli interventi comunicati e avviati. L’annunciata riapertura delle tratte ferroviarie Campobasso – Termoli e Campobasso – Benevento sono per noi del Forum una rivincita.

Noi veniamo da un lungo e pluriennale percorso nel quale la constatazione e la presa di coscienza del grave stato critico del sistema di trasporto pubblico e la denunzia è stato il momento iniziale forte e prolungato tra il potere regionale concentrato sul trasporto su gomma “tutto e per tutti” e quindi inefficiente, costoso, ma redditizio sul piano elettorale; utenti dalle mobilitazioni rare ed effimere; opinione pubblica rassegnata o distratta tutta presa dall’uso del mezzo privato e dal sogno dell’autostrada solo ultimamente, dopo il terremoto nel basso Molise ,finalmente consapevole del valore della tratta Campobasso-Termoli, con la costituzione e la presenza di comitati civici come “Liscione sicuro” e altri .

Oggi pensiamo che ci siano le condizioni, tra interventi programmati già noti e questi nuovi, per concentrarci sulla realizzazione di quelli previsti e quelli ancora necessari, si tratta di sviluppare coesione sociale tra soggetti di diversa natura, dai diversi ruoli ma con l’obiettivo comune: la riforma, l’ammodernamento, il rilancio del sistema di trasporto pubblico nella regione. Per anni siamo stati soli a lottare perché non si chiudesse la Campobasso – Termoli, mentre chi aveva ruolo era distratto, assente, silenzioso; soli con un manipolo di pendolari di Larino e un altro dell’area del Fortore che usava il modulo “auto – ferrovia”. Quella, la non chiusura del Campobasso – Benevento, la non chiusura della linea automobilistica di FS Termoli – Salerno, furono battaglie perse perché noi insufficienti, isolati, con ì troppo assenti che avrebbero dovuto esserci.

Eppure in quegli anni la trascuratezza di FFSS, il cattivo funzionamento già esistente, innanzitutto le ricorrenti “ chiusure estive “ per tre mesi a volte senza spiegazioni, altre volte per lavori poi non eseguiti, oppure del tutto pretestuosi ( sostituzione dei binari con altri “usati” prelevati da altre linee e tecnicamente superati) a noi avevano ben fatto capire che erano, a nostro avviso, nelle intenzioni e comunque di fatto azioni per depotenziare la linea e di allontanamento dell’utenza. Abbiamo poi condotto altre battaglie tra chi ha irriso oppure ha considerato utopistico le nostre battaglie (“perché FS non lo farà mai”) cosa ha da dire sull’avvio del progetto di elettrificazione?.

Pensiamo che anche per la nostra azione il quadro è cambiato: è cambiato l’orientamento del mondo politico e la pubblica opinione, i primi treni nuovi, pochi, si sono visti, il Governo ha ripianato i 90 milioni di debito della Regione Molise verso FS, che consentiva di tenere per il collo la Regione, è arrivato il finanziamento per l’elettrificazione oggi attivato, l’attuazione del bando per il gestore unico, ci auguriamo presto il piano generale della mobilità , entro il quale anche la riapertura delle tratte deve trovare le necessarie ragioni di rilancio, valorizzazione, consolidamento:

La soluzione del problema non è vicina, ma possibile. Per questo abbiamo dichiarato superata, salvo un ritorno all’indietro, la fase di chi certifica, magari con puntuali rapporti, l’arretratezza del nostro TPL, di cui da tempo siamo consapevoli( lo è l’opinione pubblica e financo la classe politica e di amministratori. A proposito dei convogli Trenitalia si è impegnata ad utilizzare il più possibile quelli di più recente generazione. L’assessore più volte mostra preoccupazione perché i cambiamenti che gli interventi produrranno renderebbero subito obsoleti i nuovi treni da acquistare e non vorrebbe spendere i relativi fondi sprecando.

La riapertura delle tratte chiuse comporterà un maggiore fabbisogno di motrici e presumibilmente un riutilizzo di quelle vecchie che resteranno in servizio per un certo periodo, più soggette a guasti per vetustà. Questo ci fa ribadire la richiesta di riportare l’officina a Campobasso o per lo meno un punto di manutenzione, che per altro sarebbe utile anche ai “minuetto” e simili certo non esenti da guasti. Ribadiamo anche la necessità di prevedere i problemi che nascono per la struttura a binario unico della tratta molisana e le derivanti difficoltà di scambio. Nel tempo abbiamo sintetizzato chiedendo che torni nel Molise il DCO.

Forse riaprendo le tratte chiuse una struttura così si giustificherebbe di nuovo, ma la definizione non è importante, quello che conta è che il sistema di governo della rete trasferito a Bari e poi a Napoli non funziona. Non tocca in particolare a noi individuare le strutture tecniche. Trenitalia faccia in modo che i treni non rimangano fermi in stazione a tempo indefinito quando s’incrociano, causa principale di ritardi e confusione nel trasporto ferroviario molisano.

Ma certo il percorso non sarà in discesa e nemmeno in pianura .Già abbiamo condiviso l’allarme dell’assessore regionale Vincenzo Niro per la riduzione dello stanziamento destinato al Molise per la gestione del trasporto pubblico locale già in affanno lo scorso anno con fondi insufficienti. Da anni lo Stato centrale tende a trasferire di meno a Regioni ed enti locali per spingere quest’ultimi a responsabilizzarsi e riformare e per difficoltà economiche, ma andrebbe considerato che il Molise sta imboccando la strada della riforma di settore e occorrerebbe farlo a motori accesi.

Ci viene infine un allarme dai sindacati che hanno rilevato nel bilancio di previsione dello Stato il prelievo di 300 milioni dal Fondo nazionale del trasporto per costituire, con altri prelievi da altri capitoli, un fondo di riserva utilizzabile per necessità di bilancio sopravvenienti, cosa molto probabile visto l’andamento economico, in tal caso il Molise perderebbe 2 milioni. Occorrerà quindi in primis la vigilanza della Regione e di noi tutti impegnati visto le già dette carenze di fondi.