di Christian Ciarlante

Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’elenco di 130 opere strategiche, Italia Veloce, che sono state individuate dal MIT, a queste vanno aggiunte le opere per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri come sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme e carceri. Di queste 130 opere, saranno 36 quelle commissariate: 15 ferroviarie, 12 idriche (dighe o acquedotti) e 9 stradali. Gli altri provvedimenti dovrebbero riguardare anche aeroporti e aree metropolitane.

Dobbiamo dire grazie al ‘Coronavirus’ per aver fatto un passo in avanti dopo lustri di immobilismo? Purtroppo sì! Prima di cantare vittoria aspettiamo l’autunno, data probabile per lo sblocco effettivo dei cantieri.

Il dl Semplificazioni rappresenta anche la base del ‘Recovery Plan’, la base per il rilancio del nostro Paese. Siamo sicuri che il rilancio interesserà tutta l’Italia? A quanto pare no! Nel centro-sud c’è una piccola regione-villaggio che resiste ancora al rilancio economico e alla modernizzazione della rete stradale. Gli irriducibili molisani, dediti alla caccia al cinghiale, restano fuori dal mondo e dal cambiamento. Non abbiamo in cantiere un’opera strategica, dopo anni e anni di annunci e promesse, ci ritroviamo tra le mani un pugno di mosche.

In principio doveva essere l’autostrada del Molise (la Termoli-San Vittore) la salvezza di questa terra, progetto fallito miseramente. Poi è arrivata la brillante idea della superstrada a 4 corsie che dovrebbe collegare Adriatico e Tirreno: costo circa 1 miliardo di euro. Per le forze politiche molisane si tratta di un’opera strategica per far uscire il Molise dall’isolamento, ma non tutti sono favorevoli. Tanto per essere chiari, il progetto ancora non esiste, si ragiona solo sulla base di ipotesi.

A quanto sembra non siamo riusciti a convincere i due governi, giallo-verde e giallo-rosso, della bontà dell’opera. Eppure, anche i ‘pentastellati’ sono favorevoli alla realizzazione di questa importante opera. Il progetto sulla carta è realizzabile e potrebbe essere indispensabile per la sopravvivenza economica, demografica e istituzionale del Molise. Sarebbe una grande opportunità per le nostre imprese, per le aree interne e per i Comuni a rischio spopolamento.

Certo, se fossimo in una regione normale e lungimirante che sa cogliere le opportunità, forse, e dico forse, ci sarebbe qualche remota possibilità di guardare al futuro con ottimismo. Non c’è una classe politica capace di fare squadra, a prescindere dagli schieramenti, per guardare al futuro parlando con una voce sola; difatti, accade troppo spesso che i contrasti e le divisioni prendano il sopravvento vanificando quanto di buono si riesce a costruire con fatica.

Ma, siamo sicuri, che la politica voglia realmente realizzare la superstrada del Molise? E’ questo il vero problema. Ancora una volta la propaganda torna ciclicamente sulla scena politica. Oggi il Molise deve affrontare il fenomeno della desertificazione industriale e della forte emigrazione dei giovani alla ricerca di un lavoro, mentre si continuano a sottrarre risorse ai territori e i vari governi regionali non sono in grado di sfruttare a pieno i fondi europei.

Dunque, un quadro desolante che mette i brividi se ci si sofferma ad analizzarlo. Non bastano le promesse, gli annunci, per cambiare la realtà dei fatti. Ci si deve impegnare seriamente per imprimere una svolta seria, altrimenti non ha alcun senso illudere i molisani.

Opere e infrastrutture definiscono la competitività di un territorio. Al Molise occorre una superstrada a quattro corsie per migliore i collegamenti di questa benedetta regione con il mondo esterno. Se non ora, quando? Questo è l’ultimo treno, perso questo, dovremmo attendere la prossima pandemia?

Dovremmo vergognarci, ma soprattutto dovrebbero vergognarsi i nostri rappresentanti politici che siedono sulle poltrone romane. A questi signori, l’unica cosa che gli riesce perfettamente, è inviare comunicati stampa per aggiornarci sulle cose fatte dagli altri. Se vogliamo rimanere una regione sottosviluppata, siamo sulla buona strada: andiamo avanti così!

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