L'On Danilo Leva Deputato Partito Democratico

Ha destato scalpore la notizia diffusa dal nostro quotidiano on –line ieri sera, sulla presunta presenza di soggetti assuntori di sostanze stupefacenti all’interno del direttivo Pd regionale.

L'On Danilo Leva Deputato Partito Democratico
L’On Danilo Leva Deputato Partito Democratico

Questa mattina abbiamo avviato un sondaggio, tra gli esponenti del PD a tutti i livelli, partendo dai parlamentari per poi, nei prossimi giorni, sondare i 60 esponenti del direttivo regionale. Quale il sondaggio? Se si sottoponessero ad un test tossicologico per escludere che i singoli individui, che rivestono cariche importanti e meno importanti, non siano assuntori di droghe.

In primis, abbiamo raggiunto telefonicamente L’On. Danilo Leva, il quale aveva letto l’articolo, non stupito delle nostre affermazioni,  ha trovato giusto dissipare i dubbi che inevitabilmente in questi casi si annidano nelle menti o nei fatti provati e non denunciabili.  Egli si è detto disponibilissimo a sottoporsi in qualsiasi momento ad un test tossicologico e ha trovato giustissimo che tale sondaggio, e magari successivamente il test reale, sia esteso a tutti i vertici e responsabili del partito. Cosa che abbiamo apprezzato e condiviso.

Sappiamo per legge che l’assunzione di droghe non è illegale, ma vi fidereste di avere in un posto di potere un cocainomane?

 Vi fidereste di farvi rappresentare da un tossico dipendente?

Chi vorrebbe un drogato nella propria squadra?

La risposta non occorre.

Sull’esigenza di richiedere un certificato tossicologico, al pari del certificato antimafia, a tutti i rappresentanti di cariche istituzionali o amministrative; o a chi riveste ruoli di primo piano nella società civile, non nella privazione del diritto alla privacy, ma quale strumento che fuorvii ogni dubbio etico e morale sui nominati o eletti, crediamo sia necessario.

Nell’esercito è prassi sottoporre i militari a tale esame per scongiurare qualsiasi eventuale problema.

Non possiamo affidare alle forze dell’ordine la repressione dei reati di droga e poi avere nelle istituzioni assuntori di sostanze stupefacenti. E’ un controsenso che svilisce un paese civile e mina le fondamenta dell’etica nazionale, già fortemente penalizzata da corruzione e scarsa credibilità nei rappresentanti governativi e locali a tutti i livelli.

Un esame tossicologico quindi, andrebbe ad avvalorare quel senso civico, di sano equilibrio psicofisico e di “candore”, di rettitudine e di valori  necessari alla nostra società,  nel pieno rispetto dei cittadini.

Andrebbe esteso a tutti, nessuno escluso, di quei soggetti che scelgono di essere portavoci e rappresentanti del popolo  in ogni settore e nei diversi gradi di responsabilità.

Intanto il nostro sondaggio continua, vi terremo aggiornati sull’esito in tempo reale.

Pietro Tonti

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