di Christian Ciarlante

Diciamolo chiaramente, i migranti sono un guadagno solo per chi ha deciso di investire sulle loro disgrazie. Un business fiorente che non risente della crisi economica che persiste nella nostra regione. Il Molise non è in grado di affrontare il tema dei migranti e non è capace di pianificare la gestione di questo fenomeno. Siamo bravi ad organizzare eventi e sagre, lavorandoci come dannati, ma poi non prestiamo la stessa attenzione all’arrivo dei profughi e degli immigrati che pure si ripete da anni.

L’immigrazione nella nostra regione non è un’opportunità, è solo un problema, perché non siamo in grado di gestirla. Non abbiamo i mezzi e, soprattutto, manca il lavoro. I benefici per la nostra economia sono praticamente nulli. Questo non significa che gli stranieri che lavorano regolarmente non abbiano dato qualche beneficio all’economia regionale, ma parliamo di cifre talmente risibili che non fanno testo. In un contesto economico florido, dove ci sono le condizioni per poter inserire nuove leve nel mercato del lavoro, l’immigrazioni può rivelarsi un’occasione di sviluppo, peccato che noi non viviamo in una realtà “terzomondista”.

C’è un solo modo per integrare i migranti che chiedono l’asilo, il lavoro, mentre tutto il resto serve solo per far lavorare chi vive o fa affari, a volte sporchi, sulla loro accoglienza. Si lavora all’integrazione in modo a dir poco approssimativo e affidando tutto alla buona volontà dei Sindaci. La permanenza negli alberghi è diventata permanente. Ci stiamo limitando a creare dei ghetti per i migranti che vengono lasciati a vagare per le vie delle nostre città come anime in pena.

Sono perennemente attaccati al telefono, a bivaccare dove capita, e nei centri scommesse. I più intraprendenti si dedicano alla spaccio o ad elemosinare davanti a supermercati. Si parla tanto di corsi di formazione professionale, tirocini, apprendistato, corsi obbligatori per imparare l’italiano, tutto con l’obiettivo dichiarato di mantenere attivi i migranti. Ma cosa è stato fatto finora di tutto questo? Quasi niente!

Di tanto in tanto si mettono i migranti a pulire le strade, i boschi e le spiagge, ma il tutto dura una giornata, poi il nulla. In Germania lo scambio fra il paese ospitante e il richiedente asilo si basa su due principi molto chiari: promuovere (nel senso di aiutare, anche con sussidi e servizi, a integrarsi) e pretendere. In soldoni, significa che se non frequenti i corsi di lingua, di educazione civica, professionali e le altre misure d’integrazione, perdi tutte le prestazioni sociali.

Una cosa siamo riusciti a fare in questa regione, generare un senso di insicurezza e di allarme nei cittadini, pur sulla base di motivazioni spesso infondate. Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che a dire di molti osservatori garantisce una buona accoglienza dei migranti, non prevede nessuna attività d’inserimento lavorativo perché non è previsto tra i suoi obiettivi.

Quali sono le politiche d’integrazione dei migranti attivate in Molise? Non è dato sapere. Applicare un modello rigoroso ed efficace, di accoglienza e integrazione dei migranti, è possibile, ma non nella nostra terra, dove crisi e disoccupazione hanno piantato le tende a tempo indeterminato. Quali sono gli effetti positivi dei migranti nell’economia molisana? Nessuno!

Sembra, che a breve, altri 88 migranti arriveranno nella città di Isernia, per fare cosa? Per loro non è previsto nessun progetto per farli integrare, andranno solo ad aumentare il numero degli sventurati che vagano in città in attesa di un miracolo.