Il meteo del passato per conoscere quello del futuro. In questo contesto, discutiamo del freddo, anzi, del grande gelo e, in questa occasione, anche delle nevicate storiche. Miriamo a rievocare le informazioni relative a ciò che accadde nel gennaio del 1985, considerato un evento meteo storico di grande rilievo che potrebbe trovare una replica in futuro. Questi eventi meteo estremi, infatti, sono stati calcolati avere un ritorno temporale di 30-50 anni. I cambiamenti climatici stanno causando disordini nell’atmosfera, con il riscaldamento globale in primo piano. Tuttavia, la scienza sostiene ancora la possibilità di eventi di freddo intenso, con temperature record, sebbene con una frequenza inferiore rispetto al passato.

In Italia si verificò un’ondata di gelo significativa nel febbraio del 2012. Merita menzione anche l’ondata di gelo che durò circa una settimana tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo del 2018.

 

Con l’aumento delle precipitazioni in brevi periodi, anche le nevicate potrebbero raggiungere quantitativi record. Lo si può riscontare dai numerosi eventi meteo estremi nel Mondo. Ai giorni nostri, un evento meteo straordinario come quello del 1985 sembra impensabile a causa dei cambiamenti climatici, secondo l’opinione pubblica. Eppure, gli scienziati continuano a produrre studi e documenti che attestano un aumento dell’intensità delle ondate di freddo, non solo di quelle di caldo. Le ondate di freddo, pur essendo meno frequenti e generalmente meno durature, esistono ancora, mentre quelle di caldo sono più tenaci, persistono più a lungo e sono in aumento.

Nel gennaio del 1985, si registrarono temperature eccezionalmente basse, con punte di quasi 30 gradi sotto zero in Emilia, a causa di inversioni termiche su un terreno coperto di neve.

 

Ci si chiede se in futuro potremo assistere a eventi meteo simili, seppur non identici. L’ondata di gelo del 2018 fu significativa, iniziò il 25 febbraio e terminò il 3 marzo. Le previsioni meteo di quel periodo suggerivano possibili repliche, che tuttavia non si verificarono. In precedenza, si era verificato un forte Strat Warming che causò l’inversione delle correnti, che solitamente soffiano da ovest verso est, spingendo così il freddo in Europa.

 

Gli anglosassoni hanno denominato “bestia dall’est” ciò che noi abbiamo chiamato, come in altre occasioni, Burian. Questa situazione potrebbe ripresentarsi ogni inverno a causa di imponenti Strat Warming che indeboliscono la forza del Vortice Polare.

 

8 gennaio 1985: neve e ghiaccio stringono la morsa su Firenze e la Toscana

Da una settimana, Italia ed Europa sono prese da questa intensissima ondata di freddo che non mostra segni di attenuazione. Anzi, di giorno in giorno la situazione peggiora e le previsioni meteo non lasciano speranze di un rapido miglioramento.

 

L’8 gennaio 1985 è stata una giornata particolarmente difficile per l’Italia, con bufere di neve che hanno interessato quasi tutto il paese. La Toscana si è trovata completamente ricoperta di neve, dalle montagne fino alla costa, e l’Arno si è ghiacciato in diversi tratti tra Firenze e Pisa. Gli spostamenti sono diventati quasi impossibili, con Firenze quasi isolata.

La temperatura è scesa fino a -15,4°C ad Arezzo, -11°C a Siena e -10°C a Firenze.

 

Circa venti centimetri di neve fresca sono caduti su Firenze, una trentina a Lucca, e tra i 10 e i 20 cm lungo i litorali. A Livorno, la nevicata è stata accompagnata da venti di tramontana con raffiche fino a 70 km/h.

Anche nel Lazio si è verificata una nuova nevicata, inclusa Roma, seppur a intervalli. Nel Nord Italia ha nevicato in Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia. I trasporti, incluse ferrovie, strade e aeroporti, hanno subito gravi disagi.

Il fiume Po si è ghiacciato nella Bassa Ferrarese e nelle Valli di Comacchio. La forte nevicata ha creato seri problemi a Bologna.

 

In Veneto sono state registrate temperature glaciali in montagna: -23°C a Cortina d’Ampezzo; -26°C ad Arabba; -27°C a Santo Stefano di Cadore; -31°C al Passo Pordoi. Ad Ancona, con una temperatura minima di -13°C, i fiumi Misa e Foglia si sono ghiacciati per la prima volta nella memoria storica. A Perugia ha nevicato con una temperatura di -9°C.

In Irpinia la neve ha superato il metro e mezzo di altezza e la temperatura è scesa fino a -18°C.

 

In tutto il Centro-Nord Italia si è registrata una giornata di gelo, con temperature minime e massime sotto lo zero: -15/-7,6°C a Bolzano, -9/-5°C a Torino, -9,6/-5°C a Milano, -7,2/-4°C a Trieste, -11,4/-4°C a Venezia, -10,4/-5°C a Bologna, -5/-1,8°C a Genova, -10,4/-1,6°C a Firenze, -9,2/-1,8°C a Perugia, -13,2/-1°C ad Ancona, -16/-7°C all’Aquila, -11,6/-2,2°C a Pescara, -8/3°C a Roma, -6/-2°C a Campobasso, -4/-1°C a Potenza, -1,4/5,4°C a Napoli, 0,6/3°C a Bari, -1,7/4,4°C ad Alghero, -2/9°C a Cagliari.

 

La situazione non è stata migliore in Europa, dove si sono registrate temperature estremamente basse: fino a -39°C nella Foresta Nera in Germania e -35°C nel Jura in Francia. Diversi centimetri di neve hanno imbiancato la Costa Azzurra. Queste le temperature minime e massime in alcune città europee: Oslo -23/-14,8°C, Riga -21,6/-15,7°C, Londra -7,1/-1°C con neve, Bruxelles -15,8/-7°C, Berlino -15,1/-5,4°C con neve, Monaco di Baviera -20,7/-17,1°C, Varsavia -25,2/-12°C, Praga -24,3/-16,4°C, Zurigo -23/-13°C, Vienna -22,6/-15°C, Parigi -13/-7°C, Nizza -7/-1,8°C con forte nevicata, Barcellona -6/3°C, Belgrado -16/-12,3°C con neve.

 

Gli anni d’oro dell’Inverno

Il 1929, il 1956 e il 1985 sono stati anni memorabili per la meteorologia. In Europa e in altre parti del mondo, questi periodi hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva a causa dell’intensità del freddo invernale, guadagnandosi un posto di rilievo nella storia della meteorologia. Questi anni sono noti tra gli appassionati di meteorologia per le loro condizioni climatiche estreme. Persiste la speranza di rivivere eventi di simile intensità, o almeno di avvicinarsi a quella. Recentemente, il 2012 si è distinto in modo particolare, così come le nevicate avvenute tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 1999, nei giorni cosiddetti della merla.

 

Le epoche erano diverse? Forse. Ma a partire dal 2000, gli inverni severi sono diventati più rari, più episodi isolati che stagioni prolungate. Viviamo nel Mediterraneo, non in Scandinavia, e dobbiamo tener conto dell’influenza del mare temperato. Tuttavia, non si può negare che il peggior freddo della storia possa ancora verificarsi. Negli Stati Uniti, ad esempio, ciò che è accaduto durante il periodo natalizio è stato senza precedenti: l’onda di gelo più estesa e intensa degli ultimi quarant’anni.

 

Ma chi può affermare con certezza che un evento simile non possa accadere in Europa? Chi può escludere che possa verificarsi nei prossimi anni, o magari a febbraio? Ci sono persone che credono di avere tutte le risposte, ma quando si parla di atmosfera, la certezza è un lusso. Prevedere le tendenze è una cosa, essere sicuri del futuro è un’altra. Noi non ci azzardiamo a farlo, e voi?

redazione

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