di Ylenia Scarabeo

L’Italia è ancora il primo Paese del settore del lusso, nonostante molti marchi siano stati acquistati da operatori esteri. Ad evidenziarlo è il Deloitte Global Powers of Luxury Goods 2019 che la pone anche in competizione con l’Asia, anche questo Paese in forte crescita. Tra le varie aziende italiane poste in classifica dal London Luxury Law Summit la più performante è Moncler e, a seguire, Furla che registra un tasso di crescita del 18.7%.

Dal Global Powers of Luxury Goods si evince che le 100 più grandi aziende di beni di lusso al mondo hanno generato complessivamente delle vendite per 247 miliardi di dollari per società ed il tasso di crescita per i primi 100 player invece è stato del 10.8%.

Il Global Powers of Luxury Goods è realizzato sulla base delle vendita consolidate nell’anno fiscale 2017 (esercizio di 12 mesi inerente all’anno solare 2017 che include delle società che chiudono il bilancio al 30 giugno 2018). La società di consulenza sottolinea che per la prima volta entra nella classifica delle top ten delle migliori aziende di moda, al sesto posto, la maison di moda Chanel. Chanel, infatti, è la prima volta che rende pubblici i suoi risultati economici.

Tornando al contesto prettamente italiano, l’Italia, come confermato da una nota di Deloitte, si conferma Paese leader nel settore, posizionando 24 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria; tuttavia inizia a sentirsi la competizione con le aziende dei Paesi asiatici: sono sei le aziende della regione Asia-Pacific presenti nella classifica delle 20 fatesi growing (a maggior tasso di crescita) e complessivamente 20 nella classifica delle Top 100.

Nonostante le sfide dell’economia globale il mercato del lusso continua a registrare una crescita positiva e, come previsto dalla Deloitte Emea Fashion & Luxury Leader, continuerà a crescere anche in futuro.