Vorrei ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini nella vicenda del procedimento disciplinare che ho subito e che hanno espresso soddisfazione per la sentenza del giudice del lavoro che mi dà ragione e ribadisce il concetto espresso nell’articolo 21 della nostra Costituzione circa la libertà di espressione del pensiero.
Mi preme ancora di più ricordare il ruolo fondamentale avuto da Marianna Salemme che, insieme all’avvocato Oreste Scurti ed all’avvocato Pietro D’Adamo, ha patrocinato la mia causa. Purtroppo Marianna non c’è più perché volata in cielo ma, penso, che continui a vivere anche in questi atti, in questa sentenza che ribadisce la necessità di tutelare la libertà di pensiero.
È questa una sentenza molto importante che va oltre la mia persona e pone dei limiti a chi cerca di mettere un bavaglio alla libertà di espressione.
È questa una bella sentenza per come costruita e motivata.
In un mondo privo di dialettica tra tesi ed antitesi, comincia a muoversi qualcosa. Piccoli segni di una rottura del pensiero unico
Un grazie di nuovo a tutti voi ed in particolare, lo ribadisco, a Marianna Salemme.
Lucio Pastore