di T.A.

FINALMENTE I LAVORI A CASA DELLA FAMIGLIA DI DISABILI A VENAFRO, MA QUANTO RINVENUTO E’ DI ASSOLUTO DISASTRO

Finalmente, viene da scrivere ! Ma la situazione che segue è lontana da una conclusione soddisfacente. L’Iacp di Isernia, dopo sollecitazioni e lungaggini, ha inviato operai a casa della famiglia del disabile fisico di Venafro assegnatari di casa popolare in Via Flacco – per risolvere il datatissimo, invasivo e pericoloso caso di umidità dell’abitazione che da anni assilla il predetto nucleo familiare rendendo la loro esistenza decisamente difficile. “Sono venuti finalmente gli operai inviati dall’Iacp isernino per cercare di risolvere il problema ed eliminare l’umidità nel nostro alloggio -informa il capofamiglia- ma quanto venuto alla luce testimonia la situazione di assoluta precarietà e pericolo in cui da sempre viviamo. Condotte idriche condominiali usurate dal tempo e che trasudano acqua, opere all’epoca della realizzazione dell’immobile relativamente ben eseguite e di conseguenza umidità abbondantissima dentro casa nostra, con le pareti annerite dall’umidità praticamente dappertutto. Torneranno gli operai per proseguire l’intervento, cercando di risolvere il problema, ma penso che la situazione permarrà di assoluta precarietà e pericolo per la nostra salute, data la situazione della struttura condominiale”. In effetti dai primi scavi eseguiti, come dalle foto allegate, si evidenziano condotte e tubi dell’acqua abbondantemente usurati e nient’affatto efficienti, tant’è appunto la diffusa umidità all’interno dell’abitazione che preoccupa ed infastidisce tantissimo coloro che vi vivono. Alla luce di quanto emerso cosa pensate di fare, è stato chiesto al capofamiglia ? “Se lo stato delle cose resterà tale -anticipa l’uomo- è nostra intenzione chiedere di accedere nel nuovo immobile condominiale di Via Flacco realizzato da anni e che dovrebbe finalmente essere assegnato una volta ultimati gli ultimi interventi necessari. Desideriamo vivere finalmente in una casa salutare e senza umidità, ossia il diritto minimo di ogni essere umano !”.

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