Una classe politica regionale, quella del mandato targato Toma, di incapaci e presuntuosi. Per fortuna in uscita, sempre se i molisani: miopi e distratti, non decideranno a fine giugno, di riportarli sugli scranni di palazzo D’Aimmo. In 5 anni, la maggior parte di loro: maggioranza e opposizione non ha imparato nulla, di nulla, anzi, in questi ultimi mesi, forse presi dalla smania di mettersi in mostra, in vista dell’appuntamento elettorale, sta affilando una serie di figuracce che li finisce di squalificare. Meglio quando gli uni facevano finta di fare opposizione e gli altri di maggioranza vegetavano tra i banchi del consiglio. L’inettitudine politica complessiva è certificata, non dai detrattori della rete, quanto dai tribunali di ogni ordine e grado. Ultimamente poi, gli sta cadendo addosso di tutto e di più. Che sfortuna. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. I 5 Stelle hanno avuto l’opportunità di presentare una bella mozione di sfiducia al presidente Toma. Ve lo ricordate il giochetto dei grillini all’indirizzo dei dissidenti di maggioranza del: presentala tu che io ti vengo dietro? Alla fine si è rivelato un boomerang per loro. Avrebbero accorciato la legislatura di soli due mesi, prima della naturale scadenza del mandato, con l’immensa gratitudine dei molisani. Alla fine, grazie allo sfregio fatto di protrarre il mandato fino all’ultimo giorno utile concesso dalla norma, ad opera del commercialista prestato incautamente alla politica, Toma, i mesi sono diventati poco meno di 5. Cinque mesi in più di compensi. Eppure, propio i 5 Stelle e Toma nel 2020, hanno giustificato la cacciata dei consiglieri surroga dal consiglio regionale, certificando un risparmio importante per le tasche dei molisani. Un taglio deciso alle spese della politica.
E’ di ieri, la notizia che la Cassazione ha stabilito che i consiglieri surroga non potevano essere cacciati. Questa sentenza per i consiglieri regionali che hanno votato nel 2020 l’emendamento presentato da Toma e Greco, praticamente tutti, tranne Facciolla, Fanelli e Iorio, è stata una doppia mazzata. La prima, perché ha dimostrato la totale ignoranza politica dei tre quarti dei consiglieri regionali. La seconda, perché c’è il serio rischio che i consiglieri surroga cacciati, chiedano un bel risarcimento danni, proprio ai colleghi che hanno votato l’emendamento Toma-Greco.
Eppure, i cocciuti e presuntuosi consiglieri regionali, avevano avuto anche la seconda possibilità per rimediare al maltolto. Chi gli l’ha offerta? L’ex presidente Iorio. L’anno successivo, nel 2021 in occasione dell’approvazione della legge di Stabilità. Iorio presentò in quella seduta di consiglio regionale, un emendamento che di fatto, riammetteva i consiglieri surroga cacciati, con la possibilità non solo di rimediare allo strafalcione normativo, quanto permettere che tutta l’operazione fosse a costo zero per le tasche dei contribuenti molisani. Perché non fu approvato? Perché, secondo l’emendamento Iorio, per compensare le spese e non far cacciare un ero i più ai molisani, i consiglieri regionali avrebbero dovuto ridurre le proprie indennità, sì da riammettere i colleghi ingiustamente mandati via, senza aumentare di un solo euro i costi della politica. Sarebbero stati salvi capre e i cavoli. Ma tant’è. Questo succede quando si consegna la regione ai neofiti provenienti dalla società civile, senza un briciolo di esperienza politica.
Articolo precedenteGIUSTIZIA E’ FATTA
Articolo successivoAmenità di paese e conseguenze del “braccino”, una volta … liberato