di Christian Ciarlante

Negli ultimi tempi la presenza di questi scellerati in rete si è moltiplicata, complice non solo la diffusione dei social, ma soprattutto di un certo modo di agire, basato sulla sensazione del momento, sull’ignoranza e sulla comunicazione sensazionalistica tipica della nostra era. C’è chi cavalca l’onda della notizia del momento, senza curarsi delle fonti, dei fatti, delle evidenze e senza preoccuparsi dell’effetto sortito sui lettori.

I più pericolosi però sono quelli che avvelenano i pozzi con sistematica e scientifica precisione, instillando nella gente la paura, il disagio, lo scetticismo. Tutti sono liberi di esprimere la propria opinione sul famigerato “Coronavirus”, ma dato che, la maggior parte degli utenti non è nè medico nè virologo, sarebbe meglio evitare di scrivere corbellerie. Il governo, inizialmente, ha sottovalutato i rischi del contagio.

Però, una cosa va detta, non potevamo di certo rimanere un’isola felice esente dal contagio, visto che molti italiani vanno e vengono dalla Cina. Idem, i cinesi che lavorano nel nostro Paese. Sicuramente, si sarebbe potuto agire in modo più incisivo, ma nessuno puo’ garantire che le cose sarebbero andate diversamente. L’Italia non è il terzo mondo, abbiamo i mezzi e le competenze per poter fronteggiare il problema.

E’ bene fidarsi della scienza e della medicina che oggi sono in grado si trovare soluzioni al dramma che stiamo vivendo a livello mondiale. Dal “Coronavirus”, si puo’ guarire e i casi di guarigione sono accertati e sembrano essere in aumento. A subire gli effetti più gravi sono le persone con una salute già compromessa, per cui sono più deboli.

Non è nostra intenzione fare paragoni azzardati, però vogliamo segnalare un dato interessate sull’influenza “Sari”: da ottobre 2018 ad aprile 2019 erano stati segnalati ai vari sistemi di sorveglianza dell’influenza 809 casi gravi provenienti da 19 regioni italiane di cui 8 in donne in stato di gravidanza.

Una su quattro di queste persone (198 casi) purtroppo non ce l’ha fatta. Dall’inizio della sorveglianza erano stati stimati 4.780.000 casi di sindrome influenzale in tutto il Paese. Con questo non vogliamo sottovalutare il “Coronavirus”, lungi da noi sminuire la gravità dell’epidemia in atto, ma è bene sapere che anche la semplice influenza uccide le persone, solo che in questo caso, le vittime non compaiono in prima pagina.

Prima di dare retta ai tuttologi, seguite le indicazioni degli esperti e, soprattutto, informatevi sui siti attendibili. Abbiamo superato l’Ebola e la Sars, supereremo anche il “Coronavirus”.