L’antica Roma e la classe patrizia del tempo, è storicamente accertato, apprezzavano tantissimo l’importante colonia augustea di Venaphrum ed il suo territorio. Lo raggiungevano spesso e vi si intrattenevano volentieri, fruendo a piene mani del clima ottimale, della natura rigogliosa, delle sue acque sorgive e curative e dei principali prodotti della ricca e fertile terra venafrana -in primis “baca Venaphri”, l’olio di Venafro- tanto che i potenti dell’Urbe vi avevano eretto templi, servizi e le loro dimore per lunghi soggiorni di salutare riposo e tranquillità.

La storia e la nascita di Venaphrum, è altrettanto notorio, in quanto territorio del fiero popolo sannita -scomparso a seguito della Lotta Sociale combattuta e persa contro Roma- data all’incirca mille anni prima della nascita della stessa Urbe (lo attesta, tra l’altro, l’iscrizione del primo ‘900 al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Vittorio Veneto a Venafro) e dal millennio venafrano di storia pregressa gli antichi romani trassero vantaggi a piene mani per la loro esistenza. L’Urbe cioè seppe trarre il meglio dalla colonia acquisita. E tra i vantaggi che Roma ne ottenne é da citare lo sfruttamento e l’utilizzo delle abbondanti e preziose acque sorgive, curative, solfuree e termali di Venafro e dintorni. Non a caso la classe patrizia romana che viveva nell’importante colonia augustea  realizzò bellissime terme :  a Venafro quelle di S. Aniello, a Pozzilli le terme di Agrippa. Nel primo caso, ossia a Venafro, le Terme di S. Aniello vennero ideate all’interno del Teatro Romano, situato in zona pedemontana dell’altura di Santa Croce ad ovest dell’abitato ; a Pozzilli invece sorsero a ridosso del fiume Volturno, sfruttando le ricche acque solfuree della zona. Entrambe ampie, accoglienti al massimo, curative e tali da attirare tantissimi frequentatori. A Venafro vi si trascorrevano all’interno giornate intere tra spettacoli teatrali e cure termali. A Pozzilli erano altrettanto frequentate per curare il corpo con le ricche acque solfuree che sgorgavano abbondanti.

Vi insistevano, informano i testi storici, una suggestiva infrastruttura idrica,l’impianto termale e resti dell’acquedotto con “castellum” d’acqua. Risorse storiche preziosissime tali terme dell’antichità, che però i contemporanei non hanno saputo conservare. Sia a Venafro che a Pozzilli infatti tanto le Terme di S. Aniello che quelle di Agrippa risultano oggi scomparse e di entrambe restano solo ricordi lontani. Pochi ruderi ed appena qualche labile testimonianza strutturale. Da quelle di Agrippa anche l’acqua solfurea non sgorga più in superficie ! Perciò solo sbiaditi ricordi di entrambe ! Responsabilità ? Tante ! Principalmente delle istituzioni pubbliche che nel corso dei tempi non hanno saputo tutelare, conservare, proteggere e trasmettere ai contemporanei le risorse naturali del territorio, a partire proprio dalle terme che altrove in Italia a ragione sono patrimonio e risorse precise ed inalienabili. Solo nel “povero” Molise finiscono dimenticate, calpestate ed abbandonate ! Altra pagina, questa appena tracciata, dei “peccati” che si riscontrano in questo sfortunato territorio molisano che comunque, e nonostante tutto, si ostina a ragione ad esistere, sperando finalmente in un trend tutt’altro !

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