IMG_20150126_100252Ea sea-way e Tisar, nomi inglesi per due progetti che sviluppano servizi di trasporto integrati e sostenibili nel bacino dell’Adriatico.

Il progetto Tisar ha come finalità lo sbiluppo e la realizzazione di un sistema informativo per il viaggiatore dell’Atea Adriatica.

11 le regioni italiane coinvolte, con le Marche capofila e con la presenza del Molise, 6 ministeri interessati, Albania, Italia, Slovenia, Grecia, Croazia, Bosnia-Erzegovina.3 le facoltà  universitarie, Portorose, Belgrado e Sarajevo e 7 le Autorità portuali a integrare la cooperazione, Levante, Ancona, Bar, Spalato, Igoumenitsa, Venezia e Corfù.

Il progetto easea way é stato cofinanziato da Ipa Adriatico.

Migliorare l’accessibilità all’Adriatico per i passeggeri. Ma anche migliorare le infrastrutture esistenti nei porti o sperimentarne dei nuovi, come il collegamento tra porti e aeroporti o anche zone portuali con l’entroterra.

“Misure soft  – ha spiegato Massimiliano Angelotti, coordinatore del progetto aesea way – come l’info mobilità che restituirà in tempo reale, tramite le applicazioni degli smartphones, informazioni utili per i viaggiatori.

E se il Friuli Venezia Giulia ha sperimentato il collegamento estivo tra Trieste e le città costiere dell’altra sponda dell’Adriatico, il Molise torna a guardare alla Croazia.

Sarà resuscitata la nave della discordia, la Termoli Jet ma i collegamenti saranno molto più ambiziosi. Non solo turistici ma soprattutto commerciali. E nel mega progetto di rinnovamento, ovviamente, la messa a punto della banchina portuale di Termoli per l’ormeggio delle  grandi navi commerciali.

Carla Ferrante

 

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