CULTURE DIVERSE, LEGATE DALL’AMORE PER LE TRADIZIONI, PROTAGONISTE DEL CARNEVALE EUROPEO DELLE MASCHERE ZOOMORFE

La macchina organizzativa si è messa in moto con l’obiettivo di non tralasciare neppure il più piccolo dettaglio. Fervono i preparativi per un evento senza precedenti: il Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe (CEMZ) che si terrà dal 23 al 26 febbraio a Isernia e Campobasso, organizzato dall’aps Artemide.

Sarà un incontro tra culture diverse accomunate dall’amore per la tradizione. Tra i protagonisti della rassegna ci saranno anche le spettacolari maschere degli Zvončari, inclusi, nel 2009, nella Lists of intangible cultural heritage dell’Unesco.

 

«Ad Halubje, la parte occidentale della regione di Castua (Kastav), vicino a Fiume – scrive Mauro Gioielli, direttore artistico e coordinatore scientifico del Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe – si conserva un’antica tradizione, quella degli Zvončari, ossia ‘scampanatori’, misteriose figure ibride, metà uomini e metà animali, che indossano una pelle di pecora e hanno un grande campanaccio allacciato alla vita. Sul capo portano una maschera che rappresenta una testa d’animale, con le corna e una enorme lingua rossa pendente. Nei giorni di carnevale, gli Zvončari vanno per i villaggi limitrofi riproponendo un rito che ha visto sfumare nel tempo alcuni dei primitivi significati, ma che resta molto interessante in chiave antropologica, oltre che coinvolgente in chiave spettacolare».

 

Maschere in arrivo da mezza Europa certo, ma i visitatori avranno anche la possibilità di conoscere o riscoprire quelle molisane. La regione conta almeno sei diversi carnevali ricadenti nella tipologia che ha ispirato la rassegna, i più noti dei quali sono patrimonio etnico di Tufara e di Castelnuovo al Volturno, ossia la Maschera del Diavolo e il rito dell’Uomo-Cervo, che figurano anche fra i partner del progetto presentato dall’Aps Artemide per realizzare il CEMZ.

 

«Il Diavolo di Tufara – spiega ancora Gioielli – mostra i caratteri di analoghe maschere terio-demoniache e zoo-antropiche. È armato di tridente ed è coperto quasi completamente di pelli di capra. Indossa una maschera facciale nera, bianca e rossa, da cui pende una lunga lingua posticcia di color vermiglio. Alle sue simboliche corna, ottenute modellando orecchie di capra, sono allacciate due fettucce porporine. Il Diavolo ha un suo corteggio: è accompagnato dai Pulcinella-Morte e dai Folletti-Monaci. I primi indossano un costume bianco guarnito di nastri colorati, a somiglianza di tutti i Pulcinella dei carnevali italiani. Come copricapo hanno un fez porporino con nappa blu. Brandiscono entrambi ‘il falcione’, la grande falce, l’universale attributo della Morte. I Folletti-Monaci, vestiti con saio francescano o abito monacale, tentano di tenere a bada con delle catene il Diavolo che si voltola, fa improvvise capriole, salta ripetutamente, urla, agita il tridente. Di tanto in tanto, il gruppo di maschere si avvicina minaccioso ai passanti e li blocca, lasciandoli andare solo quando hanno accettato di pagare una sorta di piccolo riscatto».

il Diavolo di Tufara

 

Il Cervo di Castelnuovo indossa alcune pelli di capra e un copricapo provvisto di autentiche corna di cervide. «Ad un analogo mascheramento – ricorda ancora Gioielli – si sottopone la fanciulla che interpreta la Cerva, priva ovviamente del palco di corna. Altro personaggio di questo carnevale è Martino, un Pulcinella-Montanaro. Veste un costume bianco e sul capo porta un cappello a forma di cono. Quando calano le prime ombre della sera, la musica degli zampognari locali sancisce l’avvio della pantomima. Poco dopo, dai monti giunge un lungo urlo: è il ‘bramito’ dell’Uomo-Cervo che, uscito dal suo rifugio, corre lungo i vicoli e fra le case; infine irrompe nella piazzetta che funge da teatro della rappresentazione, accompagnato dallo strepito dei campanacci che tiene appesi alla cintola e al busto. Sprigiona un’aggressività selvaggia. Spaventa le persone e si scaglia con furia distruttrice su tutto ciò che incontra. Giunge nel frattempo una Cerva. Il maschio, attratto dalla femmina, inizia un corteggiamento. Poi riprende le sue scorrerie, seguito dalla compagna.

il Cervo di Castelnuovo al Volturno

A questo punto, entra in azione Martino. È una ‘maschera bianca’, simbolo di energia benefica e rassicurante. Il suo compito è catturare e rendere innocui i Cervi. Aiutato da alcuni popolani, Martino riesce a legare le indemoniate bestie a due robuste funi. Infine, dopo una breve lotta, le ammansisce. I Cervi, ormai esausti e prigionieri, sono irrisi da un’anziana donna. Cercano di ribellarsi, ma viene decretata la loro condanna a morte. Intuito ciò che li attende, i due esseri animaleschi si divincolano, si liberano e riprendono le loro azioni furiose. La sentenza, però, deve essere eseguita. Il Cacciatore, un altro personaggio della pantomima, inforca il fucile e spara. I Cervi, colpiti, cadono a terra morti. L’epilogo di questo carnevale è quanto mai affascinante. Il Cacciatore si avvicina ai due animali abbattuti, s’inginocchia e soffia loro in un orecchio. I Cervi tornano magicamente in vita; docili e ormai purificati da ogni carattere malvagio. Infine, percorso un lento giro per la piazza e lanciato l’ultimo bramito, svaniscono nel buio della notte e fanno ritorno al loro rifugio montano».

Programma

giovedì 23 febbraio

  • Isernia, ore 11.00, Auditorium Unità d’Italia, presentazione del “Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe”. Alle ore 17.30, proiezione di filmati e presentazione di libri su alcuni carnevali teriomorfi.

venerdì 24 febbraio

  • Campobasso, sala dell’Ex-Gil, ore 17.00, convegno internazionale “Velli, corna e campanacci”, con la presentazione delle diverse maschere partecipanti alla rassegna e con la presenza di studiosi italiani e stranieri.
  • Isernia, ore 21.00, Auditorium Unità d’Italia, concerto di musica etnica.

sabato 25 febbraio

  • Isernia, ore 16.30, “Grande Corteo in Maschera” con la sfilata dei gruppi italiani e stranieri partecipanti, e la contestuale rappresentazione dei rispettivi riti carnevaleschi. Alle ore 20.00, in piazza Andrea d’Isernia, raduno finale delle maschere e concerto di musiche tradizionali.

domenica 26 febbraio

  • Isernia, ore 11.00, in piazza Andrea d’Isernia, pantomime all’aperto con le maschere dei carnevali molisani.

Nel corso della manifestazione avranno luogo altre iniziative, fra cui, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, la preparazione e la degustazione di pietanze tipiche della tradizione carnevalesca.

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