di T.A.

LA STORIA DEL MERIDIONE D’ITALIA ANCHE ATTRAVERSO LE GIOVANI COSPIRATRICI DEL SUD, PROTAGONISTE DI PAGINE EPICHE

Oggi in Italia si parla di storia repubblicana e in tale ambitosi vive. Relativamente al sud della Penisola l’accento lo si pone in prevalenza su quanto avvenuto perché cambiassero le cose con la salita al potere di leggi e vessilli repubblicani, in luogo di personaggi e vicende sabaude. Epopea “forte”, questa appena accennata, con donne ed uomini di temperamento che con le loro azioni ed il personale carattere hanno fatto la storia ultima dell’Italia, indirizzandola in maniera netta. Tante e tanti si sono distinti nella circostanza e su taluni/e è il caso di soffermarsi, seppure brevemente. Si prenda Maria Sofia di Baviera, l’ultima Regina delle Due Sicilie, soprannominata “L’Eroina di Gaeta”. Era così detta per il suo amorevole aiuto nei confronti dei soldati e dei civili feriti dall’artiglieria piemontese. Il suo attaccamento al Re consorte, al Regno ed al proprio Popolo si potrebbe anche sintetizzare con questa sua affermazione, “Quella che gli storici chiamano guerra del brigantaggio fu la generosa rivolta degli umili contro il regime piemontese. Se il mio sposo, invece di rimanere a Roma, avesse varcato i confini del Regno e si fosse messo a capo degli insorti, raccogliendo le bande parse in un solo esercito, saremmo rientrati vittoriosi nella Reggia di Napoli”. E in effetti ebbe tanta parte nel periodo la storia del brigantaggio meridionale, variamente giudicato dai diversi punti di vista. Ne è prova la testimonianza che si riporta come rilevante documento storico : “Il 19 marzo 1868 il Prefetto di Caserta Colucci inviava a tutti i Sindaci, ai comandanti della Guardia Nazionale, ai comandi dei Carabinieri nonché alle truppe impegnate nella repressione del brigantaggio il dispaccio n.26 col quale rimarcava la necessità di accrescere la repressione nei confronti dei briganti”. “Il Governo del Re -si scriveva- ha fermamente deciso di finirla con queste orde feroci. Io sarò inesorabile nel promuovere la più severa e pronta punizione”. L’effetto non si fece  attendere : arrestati tre contadini, accusati di essere amici di un certo Stefano Jadopi, ambiguo liberale al quale fu data alle fiamme la casa ed ucciso il figlio, i tre furono fucilati e decapitati dai piemontesi. Le loro teste furono racchiuse in tre gabbiette ed affisse alle mura della casa bruciata del Jadopi quale monito alle popolazioni del Molise. Non solo gli uomini comunque protagonisti di pagine e vicende storiche nel periodo, bensì anche le donne. Tra queste, da segnalare le cospiratrici del meridione d’Italia come Michelina De Cesare (1841/1868), nativa di Caspoli borgata di Mignano Montelungo (Caserta). Fu tra le briganti/cospiratrici di maggiore spicco nel periodo e combatté a viso aperto per la propria terra, lasciando la vita appena 27enne. Le foto dell’epoca la ritraggono in abiti popolani del periodo, dall’espressione fiera ed armata  di pistola e scoppietta, armi tipiche di ciascun brigante e di ogni singola cospiratrice. La storia d’Italia passa anche attraverso situazioni, vicende e personaggi appena descritti, gente “forte” e dai fieri ideali.

Articolo precedenteIL GIOVANE MOLISANO CHE PRESENTO’ LO SPETTACOLO DI NINO TARANTO
Articolo successivoPRIMO MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI. CGIL MOLISE E CGIL CHIETI LANCIANO UNA PROPOSTA PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO