Contro-replica alle dichiarazioni del Consigliere Regionale Andrea Greco in merito ai lavori in corso presso la galleria Fonte Valloni.

Mi trovo costretto mio malgrado a replicare nuovamente ma molto sinteticamente e per l’ultima volta sull’argomento, alla nota del Consigliere Regionale Andrea Greco, constatando che sebbene il mio precedente comunicato fosse molto chiaro e dettagliato, non è stato ben compreso dal destinatario, infatti nelle tre successive note di replica non ha fatto altro che ripetere le medesime doglianze del primo comunicato. Cercherò quindi di chiarire in via definitiva la vicenda anche perché non dispongo di uno staff pagato con soldi pubblici che scrive i miei comunicati.

Ribadisco ancora una volta che la galleria Fonte Valloni è stata chiusa in quanto, per la tipologia dei lavori da eseguire, non sarebbe stato possibile istituire un senso unico alternato, così come non sarebbe stato possibile prevedere un intervento solo in alcune ore meno trafficate in quanto, per l’esecuzione dei lavori viene utilizzata la cosiddetta macchina scarificatrice la cui impalcatura occupa l’intera carreggiata e le dimensioni dell’impalcatura sono tali da non consentire il passaggio neppure i mezzi della ditta esecutrice.

La detta macchina erode la calotta al fine di creare lo spessore utile per il ripristino con rete elettrosaldata, calcestruzzo e collanti speciali che vengono spruzzati ad altissima pressione. Durante le operazioni di scarificazione, vengono prodotte grosse quantità di detriti e polvere che non consentirebbero di transitar e in sicurezza in caso di senso unico alternato e unitamente ai tempi necessari per smontare e rimontare ogni giorno l’intera impalcatura renderebbero assolutamente impraticabili entrambe le soluzioni proposte da Greco. Sulle motivazioni del doppio intervento, ribadisco come le criticità sulle quali si sta intervenendo oggi, siano emerse nel corso del primo intervento ed erano impreviste ed imprevedibili prima di allora.

Per quanto concerne gli affidamenti, come dovrebbe essere noto a Greco, la procedura di gara ristretta è prevista e disciplinata dal Codice degli Appalti ed il secondo intervento è stato affidato mediante affidamento diretto per univocità di lavorazioni e responsabilità, anche questo previsto e disciplinato dallo stesso Codice. Tutti gli atti sono pubblici ed accessibili a chiunque, siamo disponibili a partecipare a tavoli in qualsiasi sede, auspicando però la presenza anche di tecnici di fiducia del Consigliere Greco, al fine di far interloquire tra loro persone che parlano la stessa lingua, il tutto con documenti e leggi alla mano. La struttura della Provincia sarà ben lieta di fornire tutte le delucidazioni che saranno richieste. Poi se Greco lo ritiene opportuno, può coinvolgere sin da ora le Procure o l’Autorità Anticorruzione, la Provincia di Isernia è un palazzo di vetro opera in piena trasparenza e tutte le attività sono svolte nel massimo rispetto delle leggi.

Il Tg satirico Striscia la Notizia trattò la questione nella fase in cui la Regione Molise non aveva ancora concesso i finanziamenti, e la Provincia era nell’impossibilità materiale di operare in quanto, come Greco sicuramente sa, senza copertura finanziaria non possono essere affidati lavori.

Greco può sollevare tutti i casi che vuole, del resto non deve fare altro sedendo tra i banchi dell’opposizione, e non deve chiedere il permesso a nessuno ma non consento ne’ a lui ne’ ad altri, senza avere in mano il benché minimo elemento, di gettare ombre e dubbi sull’operato di un ente che, oltre a lavorare in estrema trasparenza e nel rispetto delle leggi, a differenza di altri, lavora anche in estrema difficoltà dando comunque risposte all’utenza, e ciò nel vano tentativo di far apparire alla collettività che tutti – eccetto i “grillini” – operano nell’illegalità, sul punto mi riferisco anche alle 146 denunce citate da Greco, voglio sperare che non sia riferito al sottoscritto perché in caso affermativo questa volta una querela non gl’è la toglie nessuno, gli ricordo inoltre che tra i due chi ha rischiato di essere querelato è lui, allorquando diffuse foto e notizie false sul viadotto Sente (questo perché lui conosce il territorio e sapeva la funzione dei piloni che andò a fotografare) e, solo la benevolenza del sottoscritto e del Presidente della Provincia gli evitarono di essere denunciato e quindi iscritto nel registro degli indagati, circostanza che probabilmente gli avrebbe impedito di candidarsi salvo le continue modifiche ai regolamenti interni.

Mi rendo conto che quanto affermato nel mio precedente comunicato possa aver urtato la sensibilità del Consigliere Greco, probabilmente sono io ad aver toccato un nervo scoperto laddove ho integralmente demolito l’unico grande cavallo di battaglia utilizzato dal M5S in campagna elettorale e cioè il (piccolo) taglio dei compensi, informandolo dell’assoluta gratuità con cui noi consiglieri provinciali operiamo nell’esclusivo interesse della collettività e senza tornaconto alcuno.

Come accennato non saranno date ulteriori risposte o repliche in relazione a successivi eventuali note del Consigliere Greco o del M5S aventi analogo contenuto, infatti in ben quattro comunicati Greco ha scritto esattamente le stesse cose, mi rendo conto che il folto staff del gruppo consiliare pagato con soldi pubblici dovrà pur essere impegnato in qualche maniera, però ad avviso dello scrivente quattro comunicati con il medesimo contenuto sono senz’altro eccessivi, inoltre essendo il sottoscritto contestualmente consigliere comunale e consigliere provinciale oltre a non fare il politico di professione, non ha molto tempo da dedicare a scrivere risposte a sterili provocazioni peraltro infondate e ripetitive.

Se veramente il M5S avesse a cuore le sorti e i soldi dei contribuenti oltre alla lotta agli sprechi, dovrebbe senza indugio equiparare i propri compensi a quelli dei consiglieri provinciali e comunali, atteso anche che il carico di lavoro svolto sul territorio per tali ultime figure, in particolare chi ricopre entrambe le cariche ed è parte della maggioranza con conseguente lavoro da svolgere, risposte da dare, decisioni da prendere e soprattutto forti responsabilità da assumere, è molto più elevato rispetto al carico che ha un consigliere regionale di minoranza che tutto sommato non deve fare altro che criticare l’operato altrui.