Nella notte tra l’8 e il 9 luglio a Bologna, Ferrara e altre città italiane, il dipartimento femminile Evita Peron di Forza Nuova, partito dichiaratamente neofascista, ha affisso manifesti contenenti messaggi di odio per propagandare una campagna contro il Partito Democratico.

Per questo genere di vergognosa comunicazione è stata utilizzata una foto scattata durante la manifestazione del Corpus Domini del 2017 a Campobasso, da un fotoamatore, precisamente un’immagine di due dei personaggi più significativi degli ingegni del Di Zinno, ovvero un diavolo e un piccolo angelo.

L’amministrazione comunale di Campobasso, venuta a conoscenza dell’incresciosa vicenda, sta compiendo tutte le verifiche del caso per poter intervenire anche dal punto di vista legale contro chi ha inopinatamente utilizzato l’immagine della tradizione popolare più sentita da tutto il popolo campobassano per alimentare pensieri di odio e violenza.

Intanto, il primo cittadino di Campobasso, il sindaco Roberto Gravina, ha voluto far pervenire subito una nota ufficiale in merito:

“Prendiamo le distanze in maniera netta e chiara dal tipo di messaggio che queste persone hanno voluto diffondere in diverse zone d’Italia. Si tratta di una campagna di odio e razzismo che, a prescindere da ogni altra considerazione, non troverà mai sponda presso la nostra comunità cittadina e non verrà di certo avvallata dalla nostra amministrazione.

I contenuti di questi manifesti vanno rigettati senza se e senza ma. – ha affermato con determinazione Gravina – In queste ore stiamo facendo tutte le verifiche del caso per poi intervenire anche legalmente a tutela dell’immagine della nostra tradizione più popolare, ovvero quella del Corpus Domini, una tradizione che è esattamente l’opposto, come valori e simboli, di quelli che chi ha saccheggiato il web in cerca di immagini ha pensato di poter contrabbandare.

Si tratta di un’operazione di uno squallore morale assoluto, senza nulla di politico che è fatta sulla pelle di persone riprese in foto, anche un bambino, giova ricordarlo a questi signori, coinvolti loro malgrado come tutta la nostra città in una agghiacciante manifestazione di odio.

Detto questo, ci riserviamo come amministrazione comunale, una volta chiarita definitivamente di chi è la proprietà dell’immagine utilizzata su questi manifesti, di porre in essere una denuncia all’autorità giudiziaria.”

Il manifesto incriminato