di Redazione politica

Secondo indiscrezioni il dott. Italo Testa, personalmente e quale presidente del “Forum per la difesa della sanità”, assistito dall’avvocato Vincenzo Iacovino, mette in subbuglio l’Azienda sanitaria regionale e la Giunta Regionale: l’avvocato presenta una complessa istanza di accesso agli atti con richiesta di chiarimenti.

Maria Virginia Scafarto. È lei a finire nel mirino del Forum della sanità pubblica presieduto dal dottor Italo Testa che dà mandato all’avvocato Vincenzo Iacovino di “scoprire”, tramite un accesso agli atti, se la signora in questione abbia o meno i titoli per far parte dell’elenco degli idonei a ricoprire l’incarico assegnatole dal dg Asrem Oreste Florenzano, ossia direttore sanitario dell’azienda pubblica della regione Molise.

Il dubbio sui titoli della Scafarto a ricoprire il ruolo di direttore sanitario Asrem sembra nascere dal fatto che la dottoressa in questione sia stata “scartata” dalla Regione Abruzzo. Infatti, da articoli di stampa apparsi nella vicina regione pare che la dottoressa Scafarto abbia partecipato alla selezione per l’incarico di direttore sanitario della Asl Lanciano – Vasto – Chieti. La Commissione di esperti nominata dal direttore generale della Asl in questione, Thomas Schael, non ha ritenuto Maria Virginia Scafarto idonea a ricoprire tale incarico.

L’incarico in Molise, di durata di tre anni, è stato affidato il 17 aprile 2020 con delibera numero 169 a firma del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano dopo che la Commissione giudicatrice molisana aveva inserito il nominativo in un elenco regionale di idonei.

Quello che si mira ad accertare con la richiesta di accesso agli atti è, in pratica, se la dottoressa Scafarto abbia mai vinto un pubblico concorso da primario o da Unita Operativa Complessa e abbia svolto, prima di venire in Molise, e a seguito di regolare concorso ruoli apicali per almeno 5 anni.

Insomma, quand’anche in passato la dottoressa avesse ricoperto ruoli apicali come facente funzioni o sostituto di responsabile della struttura complessa, le relative funzioni giammai potrebbero essere riconducibili a quelle di un vero primario, anche per le oggettive limitazioni operative (solo ordinaria amministrazione). Tanto è vero che al sostituto del primario è dovuta la sola indennità e non il trattamento economico del primario.

A dirimere la questione è intervenuta la Corte di Cassazione sancendo un principio secondo il quale qualora lo svolgimento di determinate mansioni, funzioni o incarico discendano da una legge, come nel caso specifico, non può considerarsi utile ai fini del conseguimento della mansioni o dell’incarico l’espletamento di fatto di mansioni o in carico che la legge riserva a coloro che abbiano determinati titoli o abbiano conseguito l’idoneità previo svolgimento e superamento di regolare concorso, atteso che l’attività eventualmente solta di fatto e fatta valere si porrebbe come illecita perché svolta in violazione di norme imperative attinenti all’ordine pubblico e poste a tutela della generalità dei cittadini non già del prestatore di lavoro.

In altre parole, se non si ha il titolo per svolgere determinate mansioni dirigenziali queste non si maturano per averle svolte di fatto. E’ vietato dalla legge. Né si può ritenere sanato un vizio del genere (assenza di un titolo previo concorso) per aver avuto degli incarichi in assenza di titolo.

In conclusione, per essere nominato direttore sanitario bisogna avere un’anzianità di direzione almeno quinquennale come direttore Unità Operativa Complessità conferita previo pubblico concorso che nel caso specifico si chiede di dimostrare rispetto a quanto dichiarato dalla Scafarto.

L’azienda sanitaria e la Regione Molise hanno 30 giorni per poter rispondere. Dalla risposta il Forum deciderà cosa fare circa esposti e denunce alle competenti autorità per accertare ogni responsabilità civile, penale e contabile.

Da indiscrezioni sembra che l’arrivo inaspettato della richiesta di accesso agli atti abbia messo in subbuglio il secondo piano degli uffici di via Ugo Petrella dove svolgono la loro attività Oreste Florenzano e Maria Virginia Scafarto ormai nell’occhio del ciclone per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19 e la rete ospedaliera delle patologie no Covid ormai completamente compromessa sull’intero territorio regionale.