COSA E QUANTO SI FACEVA UN TEMPO ALLE “QUATTRO CANNELLE” DI VENAFRO

DELLA RINOMATA FONTE POPOLARE RICORRE QUEST’ANNO IL 130° DELLA COSTRUZIONE (1893/2023)

Le “Quattro Cannelle” di Venafro, fonte popolare ricca di storia, di usanze tipiche e di tanta cultura sociale nel corso del tempo da che venne ideata e realizzata, esattamente 130 anni addietro. E’ situata all’imbocco di Via Licinio nel cuore del rione Ciaraffella ed è così denominata disponendo di quattro uscite della fresca acqua sorgiva dal sottosuolo locale. Al riguardo è notoria la storiella secondo cui bevendo alla terza cannella si acquisisce la piena “ Venafranità “, ossia si diventa veri venafrani doc non importa se si è forestieri ! “Già -sembra di sentire l’osservazione- ma da dove cominciare a contare? Da destra o da sinistra per individuare la terza cannella visto che ne sono quattro e finalmente bere in vista dell’agognata “ Venafranità “ ?”. Il dilemma resta tale, senza soluzione ! Nessuno è in grado di dirlo o suggerirlo ! Si beva perciò con prova irripetibile alla terza cannella, che ognuno singolarmente sceglierà partendo da destra o da sinistra, e si constati se si è acquisita “Venafranità”. Non la si ha, dopo la bevuta ? Peccato, niente “Venafranità”, essendo il tentativo -secondo storica tradizione popolare- unico ed irripetibile ! Ma se sin qui sono state la fantasia e la storiella paesana del tempo che fu a fare simpaticamente testo, passiamo a fatti veri e reali della trascorsa quotidianità cittadina legata alla fonte di Ciaraffella. Cosa si faceva cioè un tempo alle Quattro Cannelle, come veniva usata, quale il suo utilizzo quando nel Comune non c’era acqua corrente nelle case e bisognava pur lavarsi, accudire alle esigenze personali ed alle necessità di casa ? O ci si riforniva con capienti contenitori di acqua dalle Quattro Cannelle portandola a casa (e c’erano all’epoca gl’indimenticabili “acquaioli”, che di mestiere portavano l’acqua a quanti la richiedevano e di tanto campavano) oppure di mattina presto -in genere gli uomini si andavano all’alba e con l’asciugamano intorno al collo- ci si recava direttamente alla fonte per lavarsi. Era tutto un fischiare degli uomini per le strade, canti a squarciagola di piacere mentre ci si lavava e di viva soddisfazione al rientro, finalmente freschi e puliti. Così come tante faccende di casa si espletavano direttamente alle Quattro Cannelle. Tra queste come non ricordare sotto l’abbondante acqua della fonte il lavaggio, la pulizia e la lucidatura degli oggetti casalinghi di rame come tine, bracieri, utensili, brocche ect. che un tempo riempievano pareti e ambienti della casa venafrana, abbellendola tantissimo. Venivano tirati a nuovo, in particolare nel periodo prepasquale perché ogni singola abitazione risultasse pulita e rinnovata al massimo, con l’acqua delle Quattro Cannelle, la cenere dei camini domestici passata più volte sul rame e tanto lavoro di gomito di casalinghe e giovani venafrane. Ed alla fine era un enorme e bellissimo luccichio di rame che riempieva occhi, case e sentimenti popolari ! Quindi i tanti versi di poetesse autodidatte venafrane per “cantare” storia, bellezza e costumi legati alla fonte. Tra siffatti personaggi, due meritano senz’altro la menzione : Anna Pirolli con la sua lirica in dialetto venafrano “ L’ Quatt’ Cannell’ “ e Gilda Antonelli, altra appassionata di “Venafranità” e del meridione in genere. Questo nel passato. La fonte di via Licinio oggi ? Francamente è tutt’altra storia, vista la scarsa pulizia e manutenzione che purtroppo la contraddistingue ! Rifiuti, pareti di pietra annerite e da lustri giammai ripulite, plastica e disordine diffuso tutt’intorno ! No, non è affatto così che si tiene un simbolo di vita popolare venafrana che taglia quest’anno il significativo traguardo dei 130 anni della sua costruzione (1893/2023) ! Per fortuna, comunque, che hanno cercato di porvi in qualche modo rimedio “I Venafrani per Venafro” ed il giovane team musicale cittadino guidato dal pianista Gianluca Adamo con l’apprezzata esibizione in musica nella Liberty a conclusione della recente “Passeggiata nella storia popolare di Venafro” con brani di Elvis Presley e composizioni degli stessi giovani musicisti. I privati cioè che si adoperano, sopperendo alle … “dimenticanze” delle istituzioni pubbliche venafrane ! O queste -è l’augurio …- hanno in mente qualcosa di ”grosso ed eclatante” per festeggiare e ricordare il 130° delle Quattro Cannelle di Venafro ? Non resta che sperarlo …

T.A.

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