di Redazione

Un centinaio di agricoltori, coi loro trattori da vari paesi del Basso Molise si sono ritrovati  a Termoli per protestare contro la grave crisi del settore, quello che invece “vuole dare un prodotto di qualità ai cittadini tutti”. La protesta, che segue quella di altri Paesi europei, è arrivata da qualche giorno anche in Italia, anche in Molise con presidi non solo a Termoli ma anche a Campobasso e Isernia. “Non ci confondete con i sindacati e con Coldiretti, per favore,  noi siamo fuori da queste organizzazioni, quelli sono tutti affiliati e fanno gli interessi del governo e dell’Europa. Ma se Meloni voleva dare l’agricoltura a Prandini, capito di cosa parliamo?”. Arrivano dal basso Molise, ma non solo, in una protesta numericamente significativa che ha tutta l’intenzione di proseguire, forse con un corteo di trattori nella giornata di oggi, venerdì 26 gennaio.  Il clima però non è quello dello scontro ma indicazioni da consegnare all’assessore regionale all’agricoltura Salvatore Miconeper chiedere e ottenere risposte – perchè, dicono – “non è possibile andare avanti così, non è sostenibile”. Tra i dimostranti ci sono molti giovani, credono in ciò che fanno, nel loro lavoro “gli agricoltori italiani di oggi sono cambiati- aggiungono- noi abbiamo le idee chiare e se abbiamo deciso di restare qua e investire nell’agricoltura non possiamo permettere di farci schiacciare da politiche che ci ammazzano”.

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