La seconda riunione di maggioranza si è rilevata un flop, come da previsioni, gli sforzi di Toma per ricompattare la maggioranza sono stati vani.

Un incontro, quello di venerdì 27 giugno, che avrebbe dovuto sancire la pace, ma a quanto pare sono prevalsi i soliti giochi di potere per tenersi stretta la ‘cadrega’ ed ambire a nuove rendite di posizione.

Toma aveva chiesto di sottoscrivere il nuovo organigramma che avrebbe permesso al centro-destra di sbloccare la situazione di “impasse”, peccato che il tentativo sia fallito. Ora il governatore, senza unanimità, potrebbe decidere in solitaria.

Il cambio di passo per rilanciare la maggioranza non c’è: rimangono le distanze sul centro Covid a Larino e sulla presenza di Marone in Giunta. Di sicuro regna il caos politico e a pagarne le conseguenze sono i molisani.

Di Baggio, Cavaliere e Calenda non firmano l’intesa lasciando la palla nelle mani del presidente della Giunta. Strategia per ottenere qualcosa? Non possiamo saperlo! Forza Italia vuole mantenere i due assessori, Calenda e Romagnuolo, secondo i rumors, ambirebbero all’assessorato, Quintino Pallante di Fratelli d’Italia dovrebbe subentrare, a metà mandato, a Salvatore Micone (UdC).

In questo caso, chi andrebbe a ricoprire il ruolo di sottosegretario? La maggioranza è in stato confusionale e il Polo civico preme affinché Marone venga rimosso, arrivando a minacciare la sfiducia al governatore.

In un periodo delicato come questo, assistiamo all’ennesima sceneggiata che non fa altro che danneggiare una regione che avrebbe bisogno di ben altro. Quella che ci attende sarà un estate all’insegna dell’instabilità politica e dai risvolti imprevedibili. In queste condizioni, con un centro-destra spaccato, come si potrà arrivare al giro di boa di novembre?

Dissidenti, poltronari e opportunisti si accontenteranno del cambio di assetto promesso da Toma e della distribuzione di deleghe? Si dice che quando la nave affonda i topi scappano, ma in questo caso forse, è meglio tenersi stretta la poltrona che rischiare in non essere rieletti in caso di voto anticipato.

Nella settimana che si apre arriva in Aula la mozione di sfiducia al governatore: riuscirà Toma a superare lo scoglio senza sorprese dell’ultimo momento? Non resta che attendere. Reggerà il centro-destra? Saranno in grado di ritrovare la ‘quadra’ e procedere fino a fine legislatura?

Se continueranno a prevalere i personalismi e i giochi di potere sarà difficile arrivare al 2023. La ‘telenovela’ continua…