Non è possibile registrare, dopo anni di grandi sacrifici, da parte dei lavoratori del CONAD MOLISEDEA SRL, che l’unica conclusione possibile di una crisi iniziata nel lontano 2013 e pagata pesantemente dai lavoratori e loro famiglie, siano 35 licenziamenti.

Come non è possibile assistere al tentativo di creare l’ennesima guerra tra poveri, tra salvati e condannati. Come pure, non è possibile registrare mere attestazioni di solidarietà da parte del mondo politico, senza l’assunzione di responsabilità ed iniziative tendenti a frenare una crisi dei consumi che non può registrare ulteriori perdite di posti di lavoro in una regione Molise ed un territorio come Campobasso, che ha già subito pesantemente tagli indiscriminati in tutti i settori produttivi.

La FISASCAT CISL ABRUZZO MOLISE, ritiene che la società, non può limitarsi ad attivare la procedura di licenziamento senza interrogarsi concretamente sulle ragioni vere del perdurare delle difficoltà oggettive, nonostante anni di contratti di solidarietà pagati dai lavoratori.

Non bastano solo alcuni interventi di ristrutturazione e riorganizzazione, se non si mettono in campo politiche commerciali e promozionali finalizzati a rigenerare il rapporto fideistico con la clientela ed il contrasto alla concorrenza. Altrettanto, la politica ed il nuovo governo regionale e comunale, non si possono limitare a favorire nuovi insediamenti commerciali, senza porsi la preoccupazione di vigilare sul corretto rispetto, da parte di tutti i soggetti imprenditoriali, delle norme sulla concorrenza, dei rapporti di lavoro, come dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti tra le Parti Sociali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e territoriale.

Per queste ragioni, la FISASCAT CISL ABRUZZO MOLISE, nel mentre respinge con forza l’avvio della procedura per nuovi 35 licenziamenti, chiede alla Regione, Molise, al Comune di Campobasso, di aprire un tavolo di confronto, con l‘azienda e le OO.SS., per ricercare le idonee soluzioni volte a scongiurare una nuova stagione di perdita i posti di lavoro che non sono più sopportabili dalle famiglie e dall’intera collettività.