di T.A.

Scrivete un libro ? Vi apponete, giustamente, le vostre iniziali in calce. Spedite una lettera o scrivete un sms ad un amico via web ? Ovviamente vi sottoscrivete o dite chi siete. Partecipate ad un concorso pubblico ? Le vostre generalità in chiusura sono obbligatorie. Siete studenti e fate un compito scritto a scuola ? Il prof. raccomanda che non dimentichiate di scrivere al termine vostri nome e cognome. Chiamate al cellulare una persona ? Vi presentate d’acchito. Ossia ci si presenta, si dichiarano sempre le personali generalità. Questo oggi. E nel passato, prendendo ad esempio gli artigiani che lavoravano la pietra, i bravissimi scalpellini, autentici artisti ? Quelli erano inarrivabili nel lavorare e sagomare le pietre per alzare pareti di edifici pubblici, chiese e palazzi privati, o per pavimentare una strada o per costruire un monumento, ossia eccellenti nella loro arte manuale, tra l’altro decisamente difficoltosa. Il più delle volte però non sapevano leggere e scrivere, essendosi dedicati da piccoli prevalentemente al mestiere artigianale  della loro vita  futura . Ed allora ? Finito di sagomare la pietra, la lasciavano senza “firmarla”, passando avanti ? Ammesso (ma poco concesso …) che sapessero scrivere, prendevano una penna ed autografavano la pietra  sagomata, tracciandovi sopra nome e cognome propri ? Assolutamente no ! Muniti di scalpello, mazzola di legno o martello di acciaio, ossia degli strumenti del loro mestiere, vi scolpivano su un loro segno particolare e distintivo -in genere una figura geometrica, come un rombo, un triangolo o un rettangolo di piccole dimensioni- quale loro “firma”. Era il personale segno di riconoscimento, o anche del maestro artigiano, della scuola artigiana che li aveva assunti per quel determinato lavoro. Dove poter “leggere” siffatte “firme” artigiane degli scalpellini del passato ? Sulle pareti esterne di chiese, edifici pubblici, monumenti o palazzi privati, “firmati” appunto da tali eccellenti artigiani della pietra del tempo che fu. Volete “una dritta” ancora più precisa e particolare per trovare ad horas tali “firme” degli storici scalpellini ? All’esterno del campanile della Cattedrale di Venafro, in basso, è inciso nella pietra un bellissimo triangolo quale “firma” autentica di … ! No, il nome dell’artigiano non c’è, ma il segno tangibile testimonianza siffatte ed assai bello dell’arte scalpellina è ben visibile ed assolutamente da ammirare ! Come pure ci sono altre testimonianze siffatte tutt’intorno alla Torre Medievale di Piazza Cimorelli sempre a Venafro. Basta cioè girare ed osservare attentamente per “ritrovare” segni precisi dei carissimi scalpellini dei tempi andati.

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