La Cgil è sempre stata attenta alle questioni che riguardano la sostenibilità ambientale e nel corso delle giornate del lavoro, svoltesi recentemente a Lecce, ha ribadito, tra le altre cose, il proprio impegno nel movimento per la giustizia climatica orientando il suo modus operandi nell’azione sindacale, nella mobilitazione e nelle alleanze con tutte le realtà, le associazioni e i movimenti impegnati nella nostra stessa battaglia.

Le valutazioni sulle conseguenze del cambiamento climatico in atto che hanno prodotto effetti devastanti su milioni di persone del mondo impongono, anche al sindacato, di intensificare la propria attenzione su questi argomenti. La lotta per la giustizia climatica, infatti, non può essere delegata a una condivisibile rivendicazione delle sole forze ambientaliste ma deve diventare una battaglia politica e sociale vera e propria, perché il riscaldamento globale ha gravi contraccolpi sui diritti umani, sulla giustizia sociale, sull’equità all’interno dei Paesi, fra Paesi stessi e fra diverse generazioni e sul
lavoro.

La difesa dell’ambiente dovrà assumere sempre di più le sembianze di una lotta complessiva che contenga i nobili principi che caratterizzano il nostro modo di essere e il nostro agire quotidiano rilanciando i valori della partecipazione, della democrazia e della piena occupazione. Il Presidente del Consiglio Conte, nel corso del confronto tenuto sempre a Lecce con i delegati della CGIL e con il Segretario Maurizio Landini, ha confermato linee programmatiche che metteranno al centro di tutti i piani di investimento pubblico la protezione dell’ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico.

Sarà compito nostro, degli encomiabili giovani studenti impegnati in queste ore nel proporre le diverse iniziative, delle lavoratrici e dei lavoratori, verificare se queste dichiarazioni importanti saranno seguite da politiche adeguate alla portata del problema e da misure coerenti.

Le prime risposte si potranno avere solo con una sensibilizzazione diffusa che sappia proporre, in tempi ragionevoli, un radicale cambiamento del modello di sviluppo, che deve attraversare i modelli di consumo, passando per l’abbandono progressivo delle fonti fossili e dell’agricoltura intensiva, per una ripartizione equa delle risorse limitate del pianeta, per politiche diffuse di riforestazione e per la riconversione ecologica delle produzioni partendo dai singoli territori e guardando al contesto globale.

La CGIL del Molise, negli anni scorsi, ha già condiviso e lanciato, con diversi soggetti e attori sociali, la proposta per una nuova qualità della vita e dello sviluppo nella convinzione che questa sfida, a prescindere dall’indubbia importanza valoriale, riguarda e riguarderà anche il lavoro e i lavoratori che necessiteranno di politiche mirate e di un percorso di tutele per garantire una giusta transizione in attesa della creazione di nuove opportunità occupazionali.

Per questi motivi la CGIL del Molise sosterrà la FLC CGIL che ha indetto lo sciopero di tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca, dell’Area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali per venerdì’ 27 settembre e in quella giornata sarà presente al presidio che si terrà a partire dalle ore 9.00 in P.zza Musenga a Campobasso (Villetta dei Cannoni), in contemporanea con le manifestazioni che si svolgeranno in tutte le piazze d’Italia per rilanciare una nuova cultura di sviluppo sostenibile e compatibile con le risorse ambientali che presupponga un miglioramento complessivo della qualità della vita per milioni di uomini e donne del pianeta.