Come la cittadinanza avrà potuto notare il consigliere comunale Moscato, della coalizione di destra al potere, non è stato in grado di fornire una benché minima reale risposta o confutazione alle deduzioni e proposte né del Partito Comunista dei Lavoratori né del comitato popolare NO STRISCE BLU.

Messo alle strette, oltre a menare il can per l’aia con spropositati insulti ai comunisti di Isernia, ha tirato ex abrupto fuori dal cilindro una presunta ed indistinta “petizione dei commercianti” . Ma con questa dichiarazione il Moscato, inconsapevolmente, conferma solo che la nostra eccezione era giusta. Vediamo perché.

Si ribadisce che il potere comunale di imporre parcheggi a pagamento, e tanto più quello di spropositati incrementi di posti e tariffe, è legittimamente esercitato solo quando si lega ad una migliore disciplina del traffico veicolare, nell’interesse pubblico generale degli utenti (lavoratori, abitanti, pendolari, invalidi ecc.), non solo perché richiesta da una singola categoria professionale. Senza contare che manca la relazione tecnica dimostrativa del rispetto delle norme urbanistiche nel rapporto tra costruzioni, abitanti e parcheggi liberi, dal PCL meglio dettagliati in precedenza.

Sennonché di tale interesse generale e del rispetto delle norme urbanistiche, nella delibera consiliare, non v’è concreta dimostrazione, ed anzi per converso – ribadiamo – la sospensione delle strisce blu si è rivelata un felice esperimento, poiché nulla è mutato per la fruizione dei parcheggi, se non in meglio, riducendosi l’inquinamento ed il disagio di chi gira a vuoto per trovare un “parcheggio bianco”.

Insomma, egregio sig. Moscato, dove è il piano del traffico che giustifica tale sua scelta nefasta, in funzione dell’interesse pubblico e del rispetto delle norme urbanistiche? E ancora. Fermo restando quanto sopra che assorbe ogni altra questione, se questa petizione esiste, dovrebbe dire pubblicamente: quando sarebbe stata consegnata, quanti commercianti l’hanno firmata, se è limitata ad una o più zone o se è per tutta la città. Altrimenti semina di nuovo solo confusione e caciara.

Sia chiaro: un’amministrazione comunale ha il dovere di considerare tutte le istanze, fossero anche di una singola persona che esprime un’esigenza meritevole di tutela, ma non può di certo ancorare tutto l’interesse pubblico ad una singola categoria professionale. E se fosse solo una esigua minoranza di commercianti mentre la stragrande maggioranza di essi non condivide la scelta, alleandosi in ciò con le molto più diffuse esigenze espresse da abitanti e pendolari che il PCL ed il comitato popolare cerca di sostenere? Né ci risulta alcuna posizione da parte delle associazioni dei commercianti, salvo cortese smentita. Né possiamo pensare che lo sviluppo delle attività commerciali a Isernia passi attraverso l’imposizione di ulteriori balzelli indiscriminati alle classi popolari (semmai ciò contribuirebbe a diminuire la capacità di acquistare beni, salvo che per i benestanti).

In quanto ai documenti diffusi dal Partito Comunista dei Lavoratori si rende edotto il consigliere Moscato di un elementare concetto civico: un Partito, grande o piccolo che sia, non “nasconde nessuno” bensì è una libera associazione che agisce alla luce del sole diffondendo le proprie posizioni, partecipando così alla vita democratica e sociale di uno Stato o di una città. Ed anzi nel nostro caso pagando più di altri le ritorsioni del potere verso la sfera individuale dei suoi attivisti, anche qui a Isernia. La invitiamo anzi ad un confronto pubblico diretto, faccia a faccia, se ne avrà il coraggio.

Insomma ci pare che il consigliere Moscato sinora abbia diffuso solo fuffa, avendo in mano non argomentazioni degne di nota ma solo un pugno di mosche sul cui sfondo, a dominare, rimane l’affare ultramilionario della società concessionaria dei parchimetri, a spese delle tante famiglie di abitanti, lavoratori, pensionati, precari e pendolari, che già sopportano i sacrifici delle politiche antisociali ed antioperaie dei governi centrali e locali, di ogni colore, al servizio del profitto privato.