ll Prefetto di Isernia, Fernando Guida, ha convocato ieri i Sindaci della provincia per illustrare i contenuti dell’atteso “Piano ANCI-Governo” per la gestione del fenomeno migratorio. L’incontro di ieri – che fa seguito al precedente di ottobre 2016 – è stato indetto con lo scopo di raggiungere un’intesa il più possibile condivisa con gli amministratori locali, al fine di favorire una distribuzione dei migranti più equilibrata, sostenibile e meno impattante sul territorio, cosa che finora non è stata possibile perché solo 2.600 degli 8.102 Comuni d’Italia, cioè meno di 1 su 3, accolgono richiedenti asilo.

Il Piano prevede, invece, che ogni Comune dovrà fare la sua parte, in modo da poter gradualmente ridurre le presenze nelle realtà locali che ospitano un numero di richiedenti asilo maggiore di quello previsto. In tale ottica, il Prefetto Guida ha sottolineato l’importanza di una partecipazione attiva di tutti i Comuni della provincia nella gestione dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, rimarcando i vantaggi derivanti dall’applicazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, che fissa limiti ben precisi all’attivazione di ulteriori forme di accoglienza per i Comuni che aderiscono al “Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati” (rete SPRAR).

È stato, inoltre, chiarito che il rapporto di 2,5 richiedenti asilo per 1.000 residenti, di cui si è spesso parlato impropriamente sui mass media, è stato calcolato su base nazionale e facendo riferimento ad un numero di richiedenti asilo pari a 150.0000 unità, mentre attualmente sono state già superate le 180.000 presenze, per cui tale rapporto è molto lontano dai numeri reali contenuti nel Piano operativo del Governo che, per il Molise, prevede circa 1 migrante per ogni 100 residenti, essendo stati assegnati al territorio molisano 3.317 richiedenti asilo a fronte di una popolazione residente di 312.000 abitanti.

Nel corso della riunione, in cui tutti i sindaci hanno preso la parola, sono emerse alcune situazioni virtuose, relative ai Comuni più “accoglienti”, che hanno già presentato un progetto SPRAR o comunque avviato percorsi di integrazione su input della Prefettura; altri, invece, hanno espresso delle criticità connesse, in particolare, alla indisponibilità di strutture, pubbliche o private, da utilizzare per la collocazione dei migranti ovvero alla scarsa capacità progettuale, pur riservandosi di valutare e comunicare gli esiti alla Prefettura dopo aver consultato l’assise consiliare e l’intera cittadinanza.

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