Il Consigliere comunale di maggioranza Nicola Moscato replica alle accusa dell’esponente del PCL di Isernia Tiziano di Clemente in merito all’annosa questione dei parcheggi a pagamento.

“Non esiste nulla di fuorviante nelle mie dichiarazioni, trattandosi di un breve resoconto di ciò che il Consiglio Comunale ha votato praticamente ad unanimità dei presenti. Ciò che ho scritto è facilmente riscontrabile nella stessa delibera di Consiglio ed invito il disinformato esponente del PCL a leggerla nei dettagli.

Qualora lo facesse, invece di rivangare inopinatamente la figura di Marx ( nel 2019, sic!), capirebbe le reali motivazioni e tutti i servizi aggiuntivi per i quali si è deciso di esternalizzare il servizio. Duole constatare che ciò che resta ad Isernia del Partito Comunista nulla dice circa i lavori aggiuntivi previsti sulla stessa delibera, nulla dice sul fatto che il servizio non possa essere gestito internamente per carenza di personale, nulla dice sulla consequenziale assunzione di personale del posto, nulla sa e dice su come vorrebbe, in caso di inspiegabile annullamento, procedere ad un milionario risarcimento danni nei confronti della ditta vincitrice dell’appalto.

Sinonimo questo di parole spese al vento da persone disinformate. Ancor più folle è affermare di voler eliminare tutte le strisce blu presenti in città, cosa credo non esista in alcuna realtà italiana. Una situazione da Alice nel Paese delle Meraviglie, quale quella in cui vive chi afferma simili sciocchezze. Pertanto, bisognerebbe studiare meglio gli incartamenti prima di parlare senza nozione di causa, definendo fuorvianti le dichiarazioni di un consigliere comunale che è comunque espressione della cittadinanza.

E sarebbe anche oltremodo opportuno anche di smetterla di rimarcare la distinzione politica di classe, questa arcaica e stucchevole distinzione tra sinistra e destra finanche in ambito comunale. Simili specifiche non interessano a nessun cittadino, se non ad alcuni individui che fortunatamente ad Isernia si contano ormai sul palmo di una mano. Il mondo va avanti e qualcuno è rimasto fermo all’isola di Wight”.