Le colpe ricadono sugli ignari,  profughi ospiti delle strutture in provincia.

 

immigrato no ladro big

Oramai, la città di Isernia è divenuta preda di accattoni ad ogni angolo, davanti ad ogni supermercato. Non vi è un posto pubblico in cui davanti all’uscio non trovi un mendicante di colore che chiede: ho fame!

I venditori abusivi di tutte le nazionalità, da Via San Ippolito ad Isernia alta, ti fermano per costringerti ad acquistare qualcosa: dai calzettini ai foulard di cachemire.

Qualcuno diventa anche violento se non gli dai retta, e se ti allontani senza giustifiche: “non ho denaro, vivo come te nel precariato”, ti invia invettive e maledice.

In questo contesto le forze dell’ordine latitano.

D’altro canto, oramai, vuoi o non vuoi, la nostra società è in trasformazione, forzata dai profughi. L’invasione africana è palese ed in ogni dove vedi ragazzi di colore vestiti in abiti variopinti, che danzano camminando con cuffie, in tanti sorridono gioviali e non sono loro che elemosinano, magari ti chiedono di utilizzarli per qualche lavoro.

Come appare inverosimile che questi ragazzi vengono additati come delinquenti.

Il caso che vado a descrivervi è emblematico.

Mi ferma un giovane ragazzo di colore e mi chiede del denaro. Gli porgo due euro e gli domando da dove proviene. Con un accento tra il francese e il napoletano, mi dice da Afragola (CE). Ed io: da quanto tempo sei in Italia? Da 5 anni mi risponde. Che vieni a fare ad Isernia? Qui si raccoglie per mangiare, dalle altre parti no.

Questo basta a far capire che oramai, senza un freno, questa ex provincia è terra di conquista della Campania. Come lo è per i furti e gli scippi. Non bisogna fare l’errore di colpevolizzare i profughi ospiti nelle residenze, in quanto sono gli unici ad essere controllati, ma le organizzazioni camorristiche, sanno bene che possono contare sul colore della pelle per spedire dalla vicina Campania delinquenti matricolati, che poi fanno ricadere sugli ospiti nostrani tutte le accuse.

E’ qui che anche senza prove, come in alcuni furterelli da ladri di polli, a Sant’Agapito, si scaricano le colpe sui ragazzi immigrati, solo per lo stesso colore della pelle di qualcuno che ha visto allontanarsi un ragazzo di colore.

Una maggiore attenzione delle forze dell’ordine a reprimere l’accattonaggio e controllare, non solo gli automobilisti, ma anche chi si confonde nel colore della pelle spacciandosi per immigrato, credo che sia  opportuna.

Pietro Tonti

 

 

 

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