Si chiude con un colpo di scena clamoroso (neanche tanto, a dire il vero) l’ultimo Consiglio comunale di Isernia del 2019, con i Popolari di Vincenzo Niro hanno lasciato la maggioranza di centro-destra. Il consigliere comunale Gianni Fantozzi legge in Aula un documento durissimo attaccando il sindaco d’Apollonio. Sindaco che respinge le accuse al mittente dichiarando che andrà avanti anche senza il sostegno dei Popolari.

Questo il documento durissimo letto in Aula da Gianni Fantozzi e che riportiamo integralmente

“Noi Popolari per l’Italia non rinneghiamo l’esperienza iniziale, perché credevamo in quest’uomo, tutore dell’ordine, della legalità, dell’integrità, ma dopo circa tre anni (pregni di delusioni, amarezze, incomprensioni) riteniamo conclusa l’esperienza con questo Sindaco. Abbiamo cercato di giustificare i suoi atteggiamenti e quelli della sua Giunta, difendendo anche spesso l’indifendibile, ma ora la misura è colma e per questo chiediamo scusa ai nostri concittadini per aver creduto e sostenuto una persona che ritenevamo diversa, ma che ha dimostrato di non avere né la stoffa né il carisma per svolgere il ruolo di sindaco di questa città. Facciamo ammenda perché abbiamo contribuito con le nostre argomentazioni ai tavoli politici per determinare le condizioni per la sua ricandidatura, stravolgendo anche la consuetudine secondo la quale per lo stesso incarico non andrebbe ripresentata una persona già bocciata dall’elettorato (nel 2013, ndr). I cittadini ci hanno gratificato, tant’è che il perdente della precedente consultazione ha vinto le elezioni. Abbiamo avuto la dimostrazione dell’errore di valutazione ultimamente allorquando si è discusso sulle candidature a presidente della Provincia. Ci riferiamo al fatto che il nome del sindaco di Isernia non è stato neanche per un attimo preso in considerazione dal tavolo del centro-destra, deputato alla scelta del candidato alla carica di presidente della Provincia di Isernia; solo in subordine di altri concorrenti qualcuno ha avanzato timidamente la sua candidatura. Ed è un fatto gravissimo che il sindaco della città capoluogo non venga preso neanche in considerazione. Altra perla in aggiunta alla sua ‘invisibilità politica’ (così i cittadini definiscono il sindaco) è stata l’allargamento della maggioranza a un gruppo che in campagna elettorale sosteneva altro sindaco, permettendo l’ingresso in Giunta ad un loro consigliere. Non ha avuto alcuna esitazione, in quanto pressato, evidentemente, dalla deputata eletta nelle Puglie (Annaelsa Tartaglione, ndr). Non si è creato problemi rimodellando le deleghe e affidando al nuovo assessore deleghe importanti elettoralmente, a scapito di assessori che facevano parte del gruppo di Michele Iorio. Non ha usato lo stesso metro allorquando, su sua espressa richiesta, siamo stati invitati ad assumere incarichi di governo e, alla nostra specifica istanza di ridistribuire le deleghe tra tutti gli assessori, lui coraggiosamente ha tirato il freno a mano. Poi la vicenda delle minacce di dimissioni paventate da cinque assessori in carica”. Circostanza, questa, che fece parlare Fantozzi già nel precedente Consiglio di un sindaco “commissariato”, che “ancora non prende provvedimenti sull’ammutinamento dei suoi nominati. Ritardi nell’azione amministrativa in genere e specifica; fallimenti, errori e inefficienze in procedure di appalto o affidamento di contratti. Non sapendo come giostrarsi insieme alla sua Giunta, d’Apollonio ha pensato solo ad affidare alla magistratura la risoluzione dei problemi tecnici ed amministrativi. Ha mancato di una valida azione di sovrintendenza nei riguardi degli uffici e servizi, con ritardi e disarmonia nel dettare indirizzi e procedure e progetti al personale; ha avuto col suo voto in Consiglio comportamenti istituzionali e politici ambigui nella gestione e applicazione dello Statuto. E allora – ha concluso Fantozzi – non dobbiamo più farci carico delle sue e loro inefficienze e difendere a tutti costi quest’amministrazione. Ne prendiamo le distanze e finalmente sosteniamo liberamente le nostre posizioni. Il tempo è galantuomo e saranno i cittadini a tirare le somme e a fare finalmente giustizia con il loro voto al momento opportuno”.