Denunciamo pubblicamente un altro gravissimo sversamento di acque reflue nel Sordo. E’ questa volta il tratto sottostante l’area che va dall’entrata Nord di Isernia di Via XXIV Maggio e il palazzo della Provincia. Non solo: potrebbero esserci delle criticità sotto il profilo del cedimento franoso.

Le immagini che alleghiamo mostrano cosa accade alla minima pioggia: la rottura del tubo (evidentemente mal riparato per precedenti rotture) genera quella sorta di cascata di acque fognarie che si incanala formando una specie di ruscello malsano per finire nel Sordo; il tubo rotto che si nota nell’altro video forma invece un altro laghetto fognario disperso nel suolo.

Non solo: abbiamo rilevato una probabile criticità franosa, ad esempio, notando un grosso masso caduto e appoggiato su un ostacolo di fortuna, mentre i tubi fognari che si vedono sono chiaramente mossi e rotti anche a causa del movimento del terreno. La situazione si aggrava per l’ulteriore pressione generata dalla cascate di acque piovane, e non solo: abbiamo notato una perdita pure da “moderni piccoli tubi” di acqua potabile, probabilmente proveniente dall’acquedotto romano.

Se gli interventi sugli sversamenti si sono rivelati senza effetto, quelli sulla messa in sicurezza appaiono del tutto insufficienti: esiste solo qualche sporadico muretto di contenimento, mentre un altro muro di contenimento iniziato dal tratto all’altezza dell’entrata su Isernia Nord realizzato in piccola parte, lasciato incompiuto ancora con i ferri che escono fuori dal blocco la cui lavorazione è stata inspiegabilmente interrotta, come si vede dalla foto. Questa situazione invero è stata più volte segnalata al Comune ma, come si vede, non è cambiato in sostanza nulla.

Pertanto denunciamo ancora una volta la mala gestio ambientale e antisociale della giunta fascio sovranista di Isernia e la diffidiamo all’intervento urgente di messa in sicurezza dell’area dai rischi franosi, unita alla realizzazione di un’adeguata condotta di acque reflue che interrompa immediatamente il loro sversamento nel Sordo e nel suolo e che ripari anche le perdite dai tubi di acqua potabile. Peraltro ci chiediamo quali interventi avesse fatto la procura di Isernia in merito, visto che non ne conosciamo, salvo cortese smentita.

Si impegnano così morbosamente per opere inutili e dannose come ad esempio il “lotto Zero” con ben 174 milioni di euro, si impegnano tanto per imporre ingiusti balzelli ai ceti popolari tra strisce blu e quant’altro per incrementare i profitti di imprenditori concessionari.  Mentre si trascurano le opere che realmente servono alla collettività.  I “comitati di affari della borghesia isernina” di marxiana memoria, del resto, hanno sempre dominato, anche a Isernia.

Chi è vissuto in questo quartiere del misfatto oggi denunciato, ricorda come era bello quel tratto di fiume, dove insistevano anche i “Mulini di Perpetua” e persino un laghetto per l’energia, per non parlare di sorgenti da scoprire.

Perciò in prospettiva, rivolgiamo nuovamente un appello alla mobilitazione popolare per realizzare un vero progetto generale per l’occupazione nel settore edile ed indotto, di bonifica e valorizzazione di quel che rimane dello storico patrimonio delle acque e fluviale, cardine delle bellezze dimenticate di Isernia, a partire, lo ribadiamo, dalla ripresa del progetto di Parco delle acque che abbraccia i fiumi includendo le sorgenti di San Martino.

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