Abbiamo parlato di questo problema con Alessandro Guastaferro, referente regionale dell’associazione “Apri Molise” onlus, che questa volta muove le sue critiche alla città di Isernia perché è poco accessibile alle persone con disabilità.

Guastaferro si appella alla Giunta comunale isernina e al Prefetto perché mantengano le promesse fatte ai disabili per garantire una città accessibile a tutti, ma finora è stato fatto poco o nulla. Occorre dare maggiore accessibilità ai diversamente abili in tutti gli spazi urbani con particolare riferimento agli edifici di pubblica utilità e abbattere le troppe barriere architettoniche presenti nel capoluogo pentro.

<<La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità del dicembre 2006, ratificata dall’Italia nel 2009, che riconosce le persone con disabilità come “parte integrante della società umana”- a quella nazionale (a partire dalla legge n. 104/92, che promuove l’inserimento e l’integrazione sociale della persona disabile, anche attraverso interventi diretti ad assicurare l’accesso agli edifici pubblici e privati e ad eliminare o superare le barriere fisiche e architettoniche), per concludere con la legge della Regione Molise n. 25/2002, la cui finalità è “la realizzazione e la piena utilizzazione dell’ambiente progettato e costruito per lo svolgimento di ogni attività effettuata nell’ambiente stesso, da parte di tutti i cittadini, con la massima autonomia possibile, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e senso-percettive, nonché dalle variazioni temporanee e permanenti delle stesse>>.

Tuttavia, tale normativa, benché costituisca una delle più avanzate a livello europeo, ha trovato attuazione solo parzialmente come sempre accade nel nostro Paese.

Dopo aver parlato di Campobasso oggi è il turno di Isernia, dove si ha la sensazione di doversi districare dentro un campo minato di barriere architettoniche. Frutto tanto di deficienze strutturali non sanate che di mancanza di educazione e di senso civico. Perché se per i marciapiedi senza rampe a norma, per i percorsi tattili (Loges) per non vedenti inesistenti, per un semaforo acustico non ancora in funzione e per gli uffici sprovvisti di rampe d’accesso si può individuare una responsabilità amministrativa, per le macchine posteggiate sugli stalli per invalidi, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali o occludendo l’accesso ai disabili, la responsabilità di chi è se non dell’inciviltà delle persone?

Le persone disabili sono vicine a noi, ma spesso non ci accorgiamo di loro. Abbattere le barriere architettoniche per rendere la vita più facile ai disabili è uno degli impegni che ogni amministrazione comunale dovrebbe rispettare, non sempre, però, è facile tradurre la teoria in pratica. Si continua a non far nulla per agevolare chi è affetto da disabilità. Il Comune di Isernia non naviga nell’oro, ma questo non puo’ giustificare la situazione attuale di una città che deve essere accessibile a tutti. Bisogna anche riconoscere che qualcosa è stato fatto, poco, ma è stato fatto.