Il Consiglio regionale si è espresso a favore del piano del commissario ad acta, Angelo Giustini, che sarà presentato a Roma, al Ministero della Salute.

Ho ascoltato con attenzione le motivazioni che hanno spinto il governatore Toma, con parte della sua maggioranza (ieri sono rimasti in otto), ad astenersi perché ora non condividono più il progetto a cui avevano dato parere favorevole lo scorso 6 aprile.

Alle motivazioni esposte legate per lo più al budget finanziario per il mantenimento della struttura del Vietri negli anni a venire, rispondo facendomi carico della mia esperienza: il compito di un’amministrazione non è quello di evidenziare i pericoli, ma di fare in modo di eliminarli qualora questi si presentino.

Ho votato a favore del progetto Covid a Larino perché credo che esso rappresenti una opportunità per il Molise intero in un’area del nostro territorio che è stata fortemente penalizzata. Oggi abbiamo tutti la possibilità di migliorare le potenzialità di quella parte del territorio. Anzi, parlando di sanità, dovremo muoverci il prima possibile anche su Termoli dove rischiamo di essere assorbiti dalle città abruzzesi San Salvo e Vasto.

Con questo progetto si realizza ciò che doveva essere dall’inizio: il Molise potrebbe avere un centro dove non sono i pazienti Covid, se affetti da altre patologie, ad essere spostati ad altri i reparti. Ma dovranno essere i medici, gli specialisti, ad andare a Larino per curare la patologia che può presentare un paziente affetto da coronavirus. Senza coinvolgere il resto della sanità pubblica bloccandola, come avvenuto in tutti questi mesi e come sta avvenendo ancora oggi al Cardarelli di Campobasso dove la ripresa delle attività ordinarie appare piuttosto lenta.

Non ho avuto la possibilità di scegliere tra il progetto del Commissario ad acta alla sanità e quello della Regione Molise, perché quest’ultima non ha presentato in Consiglio nessun progetto. E il Consiglio è l’organo supremo, l’unico che può procedere all’approvazione di un “atto” per la realizzazione del programma centro Covid, che si possa definire “regionale” come descritto dal decreto ministeriale.

Un progetto, quello approvato oggi con 11 voti favorevoli, che non si ferma alla creazione di un centro per l’emergenza ma guarda alla realizzazione di un Istituto di Malattie Infettive interregionale, coinvolgendo ed assorbendo anche parte dei territori di Abruzzo e Puglia.

Nel chiudere questa pagina, vorrei ringraziare il presidente Toma per aver letto, come si evince dalle sue parole quando parla di sanità, il mio ultimo Piano Operativo prima di lasciare la presidenza della Regione Molise. Mi fa piacere che lo abbia ripreso e lo abbia fatto suo, perché non essendo riuscito io a realizzarlo a causa della contrarietà del Tavolo Tecnico, spero che oggi possa riuscire lui.