Sono bastate quattro righe sul social a Michele Iorio per descrivere ciò che il consigliere di Fratelli d’Italia, già presidente della Regione Molise, pensa dell’attuale governatore Donato Toma.

Che Michele Iorio non risparmia critiche al presidente pro tempore ormai è un dato di fatto.

Anzi. Mai come in questi anni l’esponente del partito di Giorgia Meloni parla senza peli sulla lingua. Così se Toma dichiara sui giornali “vado avanti seguendo i dati non le emozioni” riferendosi alle iniziative organizzative della pandemia da Covid – 19, Iorio si prende 24 ore e commenta su Facebook.

Così Toma gioisce per la notizia che arriveranno tre container dove poter piazzare 26 posti letto di terapia intensiva Covid, e Iorio lo demolisce: “L’attenta lettura dei giornali ha prodotto una riflessione: il buon politico deve provare emozioni d fronte ad un avvenimento per poter prendere decisioni giuste per il suo popolo.

Chi si lascia guidare dai dati e non dalle emozioni può definirsi, al massimo, un loose aggressive, ossia quel giocatore di poker destinato sicuramente a perdere, non solo nel lungo periodo ma anche a breve termine”. Insomma, Iorio paragona Toma a quel giocatore di poker che resta sempre in gioco, anche con mani di valore scarso e facilmente battibile.

In gergo infatti si definisce loose aggressive il giocatore imprevedibile ed irrazionale, che spesso al tavolo verde riveste il ruolo del classico “pollo” che perde tutto in poche mani. Per questo i giocatori più abili, anche se non entusiasti dal punto di vista tecnico e del piacere della sfida, spesso ne approfittano per rimpinguare senza grande difficoltà il proprio stack, in attesa di incontrare avversari più difficili da battere.

Iorio sa che con questo tipo di giocatore è meglio non barare ed ecco che l’ex presidente negli ultimi tempi si è spogliato del suo classico politichese e parla chiaro, con un linguaggio diretto non solo per Toma ma anche per i cittadini. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è sicuramente la cattiva gestione organizzativa, secondo Iorio, dell’emergenza sanitaria in corso.

Decisioni sbagliate che non hanno preso in considerazione le conseguenze di avere l’unico ospedale hub del Molise trasformato in un centro Covid con reparti contagiati e impossibilità per i molisani di potersi curare anche per le altre patologie.

Una guerra, questa sanitaria, che il Molise sta pagando a caro prezzo in termini di morti non solo per la pandemia. Dati che forse non sono arrivati sulla scrivania di un governatore che, come un robot, dice di non provare emozioni.

Sono finiti, insomma, i tempi in cui Donato Toma versava lacrime davanti alle telecamere per piangere. Lacrime che oggi qualcuno potrebbe definire di coccodrillo.