L’iniziativa “Io apro 1501” coinvolge baristi e ristoratori, albergatori, gestori di palestre ed esercizi per cui è prevista la chiusura.

La protesta non prende piede nel capoluogo pentro dove, il timore dei controlli e delle multe salate, frena chi vorrebbe aderire all’iniziativa. Qualcuno non esclude di mettere in atto altre forme di protesta nei prossimi giorni, ma emerge chiaramente che la paura del Covid c’è e nessuno ha intenzione di mettere a rischio la propria salute e quella degli altri.

Per gli organizzatori di “Io apro 1501” la protesta rischia di trasformarsi in un ‘flop’ dato che, anche nel resto d’Italia, sono in pochi a voler aderire. C’è chi si oppone all’iniziativa ritenendola sbagliata in un momento così drammatico come quello che stiamo vivendo.

Vogliamo e abbiamo bisogno di lavorare, però, siamo intenzionati a farlo nel rispetto della legge e delle regole. Rispettiamo i divieti di apertura, ma senza aiuti concreti e rapidi rischiamo di fallire“. Questa l’osservazione di un ristoratore isernino.