Solo grazie alla lodevole iniziativa di alcuni abitanti di Isernia (Cosmo Caranci ed altri amici) è stato sollevato il grave problema dell’inquinamento recente del Sordo derivante dalla rottura fognaria in zona San Lazzaro, che peraltro raccoglierebbe anche i reflui di Pesche.

Insomma, attesa la mala gestio della Giunta di destra al Comune Isernia anche sul fronte ambientale, senza il presidio popolare tali problematiche non sarebbero neanche scoperte o sarebbero sollevate con estremo ritardo moltiplicando i danni.

Ciò premesso, chiediamo che il Sindaco e la Giunta comunale:

1)- Provvedano immediatamente a sanare lo sversamento predetto;

2)- Predispongano un servizio di monitoraggio e di controllo ambientale a partire dai fiumi e torrenti di Isernia;

3)- Come ricordato da Cosmo Caranci nell’iniziativa predetta, con l’occasione si ribadisce la nostra proposta più volte avanzata da noi ed altre associazioni (come il Comitato No Lotto Zero), di riprendere l’attuazione del progetto del Parco delle Acque.

Si può ripartire anche delle due delibere di Giunta Comunale n.62 del 18 marzo 2005 e n. 166 del 01 settembre 2006, relative alla realizzazione di un “ Parco Storico, Archeologico, Naturale, Scientifico e Tecnologico dell’Acqua ” a seguito della partecipazione al bando art. 15 CIPE della Regione Molise, costituito dai seguenti sotto progetti: 1)-Parco dell’acqua solfurea; 2)- Parco delle sorgenti di San Martino; 3)- Parco dei fiumi Sordo e Carpino; 4)- Parco e Museo del Paleolitico; 5)- Parco scientifico tecnologico dell’acqua; 6)- Parco fluviale dei mulini

La storia di Isernia è anche la storia di una città ricca di un patrimonio fluviale e delle acque, ed è nella valorizzazione di queste risorse che le energie amministrative andrebbero dirette.

Ed invero la Giunta fascio sovranista di Isernia espressione dei partiti di Meloni e Salvini è invece sorda a queste esigenze, essendo apparsa morbosamente impegnata solo ed esclusivamente per tartassare i ceti popolari tra strisce blu, assurde inondazione di tasse e sanzioni di cinque anni in uno, il tutto privatizzato a beneficio di chi agisce a fini di lucro, peraltro tutto da noi impugnato per abuso di potere.

Sicché, nel mentre grande impegno viene profuso per zelantissimi controlli atti a sanzionare ingiustamente una persona disabile che (legittimamente) sosta sugli stalli blu o se qualche abitante sosta in esso qualche minuto in più, nessun sufficiente controllo viene invece predisposto per l’interesse collettivo sui nostri fiumi ed in generale sulla vivibilità della città.

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