L’8 gennaio 2021 l’indice Rt in Molise era a 1.27 (il più alto d’Italia). Cos’è cambiato in una settimana? In Molise si continua a morire di Covid e la curva dei contagi non accenna ad abbassarsi. Senza contare la grave situazione in atto presso il ‘Cardarelli’ di Campobasso. Eppure oggi, dal nuovo monitoraggio Iss e Ministero della Salute, scopriamo che abbiamo l’indice Rt più basso d’Italia. Un dato singolare, ma tant’è. I numeri dicono questo, ma i dubbi rimangono.

Alcuni esperti hanno messo in dubbio l’affidabilità dei dati utilizzati per il calcolo del cosiddetto “indice Rt“: un numero che l’Istituto superiore di sanità definisce “una grandezza fondamentale per capire l’andamento dell’epidemia”.

L’Rt ci dice quante persone possono essere contagiate da una sola persona in media e in un certo periodo di tempo in relazione, però, all’efficacia delle misure restrittive – come il lockdown o, più recentemente, le zone rosse, arancioni e gialle – volute dal governo per frenare l’avanzata del virus. Non è altro che un tasso di contagiosità che ci spiega, in alte parole, quanto è contagioso il virus dopo l’applicazione delle restrizioni.

Viene calcolato solo sui sintomatici, ovvero sui pazienti che, trasferiti in ospedale o rimasti a casa, hanno avuto sintomi riconducibili al Covid. Non vengono presi in considerazione gli asintomatici che, come sappiamo, costituiscono una grande fetta dei positivi. La scelta di non considerare gli asintomatici è saggia perché in questo modo l’indice Rt viene calcolato con criteri stabili nel tempo: la popolazione degli asintomatici, invece, non può essere stimata con certezza.

Perché i casi aumentano e l’Rt no? Semplicemente perché sono calcolati con dati diversi. Il conteggio dei casi – come spiega l’Iss – si riferisce al numero complessivo di persone infettate ogni giorno sul territorio italiano (dunque per data di diagnosi) mentre l’Rt viene calcolato sui casi con sintomi non importati e riferito ai tempi in cui questi sintomi si sono sviluppati (quindi per data di inizio sintomi). Questo significa che il calcolo dell’Rt è relativo solo a una parte della curva e, più precisamente, a un periodo temporale che risulta essere sfalsato di circa una settimana.

“Questa settimana – si legge nel report Iss/Ministero della Salute – si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incremento dell’incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo”.

L’incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”.

Iss e Ministero rimarcano come “l’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quinta settimana consecutiva e sopra uno. Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto”.

“L’epidemia – commentano Iss e Ministero – resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive”.

Ecco il valore dell’Rt e del rischio nelle varie Regioni

Rosse

Lombardia 1,38 – alto

Provincia di Bolzano, 1,4 – alto

Sicilia 1,14 – alto

Arancioni

Abruzzo 1,11 – moderato con rischio di progressione

Calabria 0,96 – alto

Emilia-Romagna 1,13 – alto

Lazio 1,07 – alto

Liguria 1,1 – moderato

Marche 0,87 – alto

Piemonte 1,1 – alto

Puglia 1,14 – alto

Umbria 1,21 – alto

Val d’Aosta 1,01 – moderato

Veneto 0,95 – moderato

Gialle

Basilicata 0,96 – moderato

Campania 0,91 – moderato

Molise 0,46 – moderato ad alto rischio di progressione

Provincia di Trento 0,95 – moderato ad alto rischio di progressione

Sardegna 0,92 – moderato

Toscana 0,96 – moderato ad alto rischio di progressione