di T.A.

L’INIZIATIVA SOCIO/EDUCATIVA NELLA PROSSIMA PRIMAVERA SU INIZIATIVA DE “I VENAFRANI PER VENAFRO”

L’attualità è segno di modernità e progresso. Tante le novità e la gran parte di queste risultano assai interessanti sotto il profilo delle conoscenze e delle innovazioni. Il pregresso storico però resta pur sempre ricco, utile e come tale da conoscere e tenere a mente, quale indispensabile patrimonio socio/culturale per un futuro quanto più positivo possibile soprattutto per le nuove generazioni. In parole povere, ciò che è stato va assolutamente ricordato, sottolineato ed approfondito in quanto indispensabile perché i contemporanei del terzo millennio crescano in tutta positività, progredendo nelle conoscenze. Da tale assunto  deriva l’interessante iniziativa itinerante dei primi della prossima primavera ideata dal movimento popolare “I Venafrani per Venafro” che suggerisce una passeggiata comunitaria nella città antica per “ RITROVARE CHIESE, CAPPELLE E STORICI ORATORI VENAFRANI“, oggi purtroppo chiusi o addirittura scomparsi del tutto sotto l’inesorabile incalzare dei tempi che tutto cambiano e trasformano. Venafro, Comune -una volta- delle 40 chiese e che nel corso degli anni ne ha viste svanire tante, intende cioè ritrovare i luoghi di culto del passato, le antiche cappelle degli ordini monacali preesistenti e delle confraternite nonché gli oratori e i luoghi di ritrovo dell’ambito religioso per riproporne la ricchezza storica, artistica, religiosa e sociale del loro recente passato. Non già però per osservare e nulla più, bensì per ricavarne informazioni utili e nuovi incentivi in chiave moderna. Il passato, in questo caso, dell’ambito religioso affinché i contemporanei arricchendo il loro sapere adeguino saggiamente il futuro. Passeggiata perciò utile a 360°, tanto da prevedere tanta partecipazione popolare. Ed allora anticipiamo idealmente l’itinerario a farsi nella Venafro Antica, iniziando dal nord dell’abitato questa  interessante ed utile passeggiata alla ricerca di chiese, cappelle e storici oratori cittadini. Partendo dal rione Colle, giusto ai piedi di Castello Pandone ci si imbatte nella CHIESA DI SAN PAOLO, restaurata decenni addietro ma chiusa h 24. Procedendo verso ovest e dopo ripida discesa, ecco i resti della CHIESA DELLE MANGANELLE nel cuore del semidisabitato quartiere omonimo. Si cercò anni addietro di ricomporne le mura perimetrali, ma l’impresa si arenò sul nascere ! Ancora in discesa, procedendo verso ovest, ecco il Quartiere delle Monache (che un tempo erano in loco) con la monumentale CHIESA DI SANTA CHIARA, restaurata a fine museali ed a sua volta sbarrata da enorme inferriata, senza che si vi celebri da decenni. Passeggiata che prosegue sin giù a Via Plebiscito -l’antico corso principale della Venafro che fu- per risalirla ed incontrare giusto alla metà lo storico ORATORIO DI S. ANGELO, per decenni piacevole ritrovo di tante generazioni di venafrani. Quindi  ancora un po’ di salita ed ecco, in fondo a via Pilla traversa sulla destra, la storica CHIESA DI S. AGOSTINO, con a lato il chiostro dei Padri Agostiniani (oggi sede della Biblioteca Comunale), luogo di culto ampio e ricco d’arte religiosa (tante sue tele sono esposte oggi al Museo Nazionale di Castello Pandone, sempre a Venafro), restaurato ma inesorabilmente chiuso ! Torniamo a scendere lungo via Plebiscito, in dialetto venafrano la “ Via P’ Rent’ “, e troviamo prima la tipica traversa di destra che termina con lo storico “ Ruar’ r’ Sant’ Iann’ “ ai cui piedi c’era un tempo la CHIESA DI S. IANNI, attualmente del tutto scomparsa, e subito dopo l’accogliente traversa di sinistra che porta alla CHIESA DI SANT’ANTUONO, restaurata non da molto, ma adibita a deposito della Caritas senza celebrarvi Messa. L’importanza di SANT’ANTUONO ? Basta ricordare che nel 1911 vi confessò ed intrattenne fanciulli della parrocchia un giovane frate all’epoca 24enne, PADRE PIO ! La passeggiata prosegue interessante e, inoltrandosi lungo lo storico “Canale”, ecco imbattersi nella magnifica lunetta architettonica esterna della indimenticabile CAPPELLA DEI BENEDETTINI, oggi residenza privata. La camminata va adesso speditamente in discesa e porta al rione di S. Lucia, tra i quartieri di Porta Nova e San Francesco, con la CHIESA DI SANTA LUCIA, sede un tempo della confraternita omonima. Tante le trasformazioni dell’edificio nel corso dei decenni, mai più restaurato e riaperto. Decenni addietro la zona era detta “Il Rione dei Falegnami”, artigiani con gli anni progressivamente comparsi. Passeggiata ALLA RICERCA DI CHIESE, CAPPELLE ED ANTICHI ORATORI VENAFRANI terminata ? In gran parte si, se non fosse che resta da raggiungere la CHIESA DI SAN DONATO, a sud dell’abitato cittadino, luogo di culto che da decenni non ospita una preghiera, un rito, una santa messa. Una volta vi si svolgeva tutt’intorno partecipatissima festa civile e religiosa, rappresentando l’ingresso meridionale della Venafro del tempo ed il punto d’incontro di mariti e mogli per il frugale pranzo infrasettimanale. Le donne scendevano sino a S. Donato con la cesta in testa ricolma di cibo, pane e vino. Dinanzi alla chiesetta, c’è ancora all’esterno un’antica pietra dove le venafrane aspettavano i loro mariti intenti nel lavoro dei campi, evitando loro di rientrare a casa nel lontano centro storico perché potessero riprendere a lavorare dopo il veloce pranzo della giornata. Chiese venafrane quindi di grosso rilievo religioso ed altrettanto importanti sotto l’aspetto sociale, motivi che inducono alla loro dettagliata conoscenza per formare ed informare le menti giovanili contemporanee.

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