La Rete dei Comitati e delle Associazioni che si battono da 15 anni in difesa dell’ambiente, dell’agricoltura, del territorio e del paesaggio, prende atto con soddisfazione del meritatissimo riconoscimento che questa sera a JELSI sarà attribuito a Franco Sabatino, contadino di Matrice, per la sua ferma opposizione a qualsivoglia mercificazione o svendita di terreni agricoli a imprese industriali interessate a lucrare sul conto energia finanziato dai contribuenti italiani sulle bollette ENEL per 14 miliardi annui.

Franco Sabatino non solo ha avuto il coraggio di dire NO alla devastazione ambientale e allo stravolgimento paesaggistico della comunità di Matrice salvaguardando il braccio tratturale, i crinali del luogo, e la Chiesa di Santa Maria della Strada che è una delle testimonianze più belle ed interessanti del patrimonio culturale molisano, ma si è adoperato con determinazione nelle lotte contro l’eolico selvaggio condotte dalla nostra Rete in varie aree del Molise.

L’esempio di Franco Sabatino che pur trovandosi in oggettive difficoltà ha saputo respingere l’offerta in denaro rifiutando di dare i propri terreni alle lobby dell’eolico merita di essere riconosciuto pubblicamente per il suo alto valore etico ed è ancora più significativo che sia la combattiva comunità jelsese a ricordare che ciascuna persona può, con azioni semplici, contribuire a mutare in meglio il corso degli eventi anteponendo l’interesse generale all’egoismo solipsistico.

Non è un caso che l’ex-Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Sen. Giuseppe Lumia, il 27 luglio scorso prima di recarsi sul Matese a incontrare i cittadini ed i Sindaci che lottano contro la devastazione di un territorio destinato a Parco Nazionale, abbia fatto visita alla comunità di Jelsi intrattenendosi con i cittadini, le associazioni e gli amministratori del posto. Per inquadrare meglio la vicenda di Franco Sabatino, piccolo agricoltore di Matrice, è utile riprendere alcune considerazioni rilasciate dallo stesso Sen.

Lumia negli incontri di JELSI, Sassinoro e Morcone, là dove ha ricordato che dietro l’affare miliardario delle lobby eoliche la Magistratura ha accertato in Sicilia il coinvolgimento di Matteo Messina Denaro, pericolosissimo boss della Mafia, così come la Direzione Antimafia di Reggio Calabria ha disposto qualche settimana fa’ 13 arresti per il coinvolgimento della Ndrangheta che hanno interessato anche una società del settore con sede a Guardiaregia in Molise.

L’entità dei profitti ed il giro d’affari annuo che si registra nella gestione degli investimenti sulle rinnovabili, sui certificati verdi e sull’eolico, è tale che è sempre più difficile reggere l’urto di società che da Potenza ad Avellino, Benevento, Foggia ed il Molise, hanno mutato irreversibilmente i tratti dei crinali appenninici del Centro-Sud arrecando un danno ambientale a territori sventrati e defraudati di futuro senza che le comunità locali traessero alcun beneficio concreto per tali installazioni.

Un’Italia marginale alle prese con spopolamento, abbandono e desertificazione sociale, aggredita perché povera e a bassa reattività sociale, dove purtroppo i contadini, che pur avendone bisogno, hanno saputo dire No, come ha fatto Franco Sabatino, non sono stati sostenuti dalle Istituzioni e dalle Amministrazioni, le quali hanno preferito barattare millenni di storia con qualche briciola lasciata sul posto da società che hanno guadagnato miliardi di euro su uno degli affari più consistenti dell’ultimo ventennio.