di Tonino Atella

Il racconto dei nonni ai nipotini davanti al focolare di casa.

Il bel sole per fortuna brilla magnificamente in alto ed il cielo è terso, limpido e piacevolmente azzurro, ossia la giornata si preannuncia delle migliori sotto il profilo meteorologico,  ma la storia e la tradizione dicono che ci troviamo nel bel mezzo dei  “Giorni della Merla” (29, 30 e 31 gennaio), giornate che per consolidati modi di pensare sono ritenute le più fredde dell’anno. Perché siffatta storica denominazione che affonda le proprie origini nella notte dei tempi? Tutto nasce e deriva da una storiella popolare, un fatterello che non ha alcunché di scientificamente e realmente accertato bensì è ricco solo di tanta fantasia, tipico cioè del racconto che nelle giornate di freddo intenso dei tempi andati facevano nonne e nonni ai nipotini davanti al camino domestico. Eccolo “ i cunt’ “ : Un giorno d’inverno di fine gennaio -raccontavano i nonni mentre i nipotini ascoltavano a bocca aperta – faceva tantissimo freddo ed anche gli animali cercavano un riparo per riscaldarsi e non soffrire il freddo. Tra questi  c’era un bellissimo e magnifico cervo dal piumaggio bianco e candido come la neve che copriva tutto, che infreddolito e tremante volò sul comignolo di un camino per riscaldarsi. Faceva però molto freddo e il povero volatile si avvicinò tantissimo al comignolo per ricevere un po’ di calore e sopravvivere. Addirittura salì sul comignolo e vi finì all’interno, scivolando lungo la canna fumaria e precipitando tra cenere e carboni del camino stesso. Finalmente lì trovò il caldo necessario e decise di restarvi a lungo, intrufolandosi tra i carboni e girandosi tra la cenere calda, badando comunque a non scottarsi. Vi stette a lungo e quando si sentì meglio, lascò quel focolare domestico e volò via, riguadagnando i propri luoghi naturali. Volando in alto però si accorse della novità : non era più bianco, il suo piumaggio non aveva più il colore candido della neve, ma era diventato scuro, esattamente come quei carboni e quella cenere in cui era rimasto a lungo a riscaldarsi per sopravvivere. “Ed è esattamente da allora -sentenziavano in assoluta serietà i nonni del passato ai loro nipoti che li avevano ascoltati estasiati- che il merlo è scuro ! La femmina di un nero meno intenso, il maschio dal piumaggio completamente nero !”.E giù applausi, abbracci e sorrisi dai nipotini che subito, “Nonni, ce la raccontate un’altra volta ?”. E si andava avanti per ore, divertendosi e divertendo.

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