Non c’è nessuna possibilità di riconvertire il “Vietri” di Larino in centro Covid. Dall’incontro tra il Commissario ad acta della sanità molisana Giustini e il Direttore Generale Florenzano fumata nera: la realizzazione del centro Covid richiederebbe un ampio dispendio di fondi.

Va detto, però, che i fondi non sarebbero regionali, ma a carico del Ministero della Sanità. Dunque, il problema principale dell’Asrem riguarderebbe il mantenimento della struttura e la gestione della stessa.

Questo perché ci sarebbe bisogno di un numero elevato di personale medico, sanitario e di altro personale impiegato nei vari servizi presenti in qualsiasi altra struttura sanitaria. L’Azienda Sanitaria Regionale, dato il pensate deficit accumulato, non sarebbe in grado di sostenere ulteriori costi.

Ma si sta valutando, al momento, l’ipotesi di di far diventare il “Vietri” un istituto di ricerca IRCSS, ma in questo caso dipende in maniera totale dal Ministero e non da Asrem che non ha alcun potere decisionale sugli istituti di ricerca.

Le motivazioni “troppo dispendiose” che vengono addotte per questo dietro front, potrebbero essere facilmente aggirate:

1) il Vietri ha la radiologia;

2) il laboratorio analisi del Vietri (le apparecchiature, compreso il cestino per la carta) sono stati spostati al San Timoteo ed attualmente accatastati in magazzini;

3) le apparecchiature della terapia intensiva devono essere revisionate, così come ha sostenuto lo stesso DG due mesi fa;

4) un commissario straordinario su nomina ministeriale quale il dott. Giustini, prima di lanciare proposte, non effettua preventivi controlli sulle strutture, sul budget e sulle normative?;

5) cosa c’entra l’Asrem con la paventata riconversione, visto che i finanziamenti sarebbero stati statali?

Vedremo se nei prossimi giorni ci potrà essere un cambio di rotta, ma allo stato attuale non sembrano esserci possibilità. Il ‘Cardarelli’ di Campobasso continuerà ad essere centro Hub Covid-19 anche in questa fase 2.