Una tristezza unica scrivere di quanto segue. Ne avremmo volentieri fatto a meno. Ed invece occorre doverosamente fare cronaca sul fatto che Il Treno della Memoria, partito da Trieste con le spoglie del Milite Ignoto della prima guerra mondiale per attraversare l’Italia nell’anniversario dell’arrivo alla stazione Termini di Roma del convoglio che nel 1921 trasportò da Aquileia la salma del Milite Ignoto e rientrare  nella Capitale perché i resti mortali del Milite Ignoto continuino a riposare all’Altare della Patria, tale significativo Treno -ricco di storia ed umanità – sosterà una giornata intera il 17 ottobre prossimo nel capoluogo di regione, Campobasso, perché ci si possa fermare in momenti di preghiera e raccoglimento nel ricordo dell’immane tragedia costata la vita a tanti giovani italiani, prima di proseguire verso il sud in direzione di Bari, bypassando purtroppo la seconda provincia molisana. Certamente i molisani dell’ovest che come tutti gli italiani piangono i loro nonni caduti nel 15/18 sui monti alpini che chiudono l’Italia a nord avrebbero accolto con tantissimo affetto lo storico e significativo convoglio al passaggio nelle diverse stazioni ferroviarie dell’isernino ed invece tanto a loro non sarà concesso ! Il “Treno della Memoria”, così é stato deciso a livello nazionale, non entrerà nella seconda provincia molisana ! Che peccato ! Addirittura nient’affatto informate dell’importantissimo evento del prossimo 17 ottobre le stesse istituzioni pubbliche della Regione Molise ! Sottolineato che gli affetti e i sentimenti dei molisani dell’intero Molise (e non solo di una parte, come purtroppo avverrà !) avrebbero accolto il convoglio con tantissima intensità e piacere emotivo, questa testata -come una sorta di compensazione a quanto il Molise dell’ovest si accinge suo malgrado a subire- ripropone la vicenda di un giovane soldato -marito e padre- Martire del 1915/1918, caduto sulle Alpi sotto il fuoco nemico e mai più rientrato nella sua terra di origine. Era di Venafro, le sue generalità non serve riportarle in omaggio a tant’altri commilitoni dell’epoca andati incontro a identica tragica sorte, ed oggi riposa anonimamente assieme a tant’altre migliaia di giovani valorosi nel Sacrario Militare di Redipuglia a Trieste. Il giovane venafrano, falegname, emigrato in Francia per lavoro e sposato con una contadina venafrana dalla quale aveva avuto un figlio e con un secondo figlio nel grembo della sua donna (figlio però che il nostro non ebbe modo di vedere ed abbracciare, dovendo partire per la guerra dalla quale non sarebbe più tornato !), rientrò in Italia e raggiunse in piena convinzione il fronte per rispondere alla chiamata alle armi della propria Patria. Tempo però qualche giorno e la tenda militare che sulle Alpi accoglieva lui ed altri commilitoni venne centrata dal fuoco nemico ! Questo quanto dissero alla vedova a Venafro, con un figlio minore da crescere ed un altro che stava per nascere, con la comunicazione della tristissima notizia, “Vostro marito è deceduto in guerra !”, senza nemmeno restituirle la sua salma ! Ecco, col “Treno della Memoria” in transito per il Molise intero si sarebbe pregato ancora una volta per tutti i giovani figli del Molise caduti in armi nel 15/18, senza più rivedere la loro terra di origine e gli affetti lasciati. Lo si continuerà a fare, statene certi, nella consapevolezza che anche dal Molise si è dato tantissimo per la libertà e la democrazia di questa terra e dell’intera Penisola, ma la vicinanza e la diversa attenzione delle attuali istituzioni pubbliche regionali sarebbero state oltremodo necessarie e doverose ! Che peccato non averlo fatto !

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